FEDERALISMO MUNICIPALE/ Tassa di soggiorno al 5% e addizionale Irperf sbloccata dal 2011

- La Redazione

  Il ministro della Semplificazione, nell’incontro con i sindaci, si è detto pronto ad accogliere gran parte delle modifiche sul federalismo municipale.

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Calderoli ha presentato una proposta di legge per decentrare i ministeri

Il ministro della Semplificazione, nell’incontro con i sindaci, si è detto pronto ad accogliere gran parte delle modifiche sul federalismo municipale.

Il presidente della Commissione bicamerale sul Federalismo, Enrico La Loggia, in un’intervista a La Repubblica’, ha dichiarato: «Puntiamo all’intesa con i Comuni e siamo molto ottimisti, perché con i sindaci l’intesa di massima c’è già: ora si tratta di definire i dettagli». In particolare, «accoglieremo le loro richieste su tre punti fondamentali del provvedimento: Irpef, tassa di soggiorno e Imposta municipale unica», ha aggiunto. Sulla compartecipazione delle tasse, «terremo conto delle richieste dei sindaci che, per essere più sicuri sulle disponibilità di bilancio e poter fare con più facilità previsioni, ci hanno chiesto di fissare le quote non anno per anno con la Finanziaria, ma in forma fissa per decreto»

Ecco i punti principali sul tavolo della discussione:

– Le addizionali Irpef, anzitutto, con ogni probabilità saranno sbloccate già nel 2011.

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Calderoli ha, poi, accettato la richiesta di introdurre non solo nei capoluoghi di provincia ma in tutti i centri dotati, secondo le Regioni, di vocazione turistica, la tassa di soggiorno. Sarò calcolato in percentuale, (con ogni probabilità al 5%) per ogni notte trascorsa in albergo.

– Non sarà più la Legge di stabilità a fissare l’aliquota comunale sul possesso degli immobili, ma i decreto attutivo. Dovrebbe essere attorno al 7.5 per mille, ma i sindaci chiedono l’8,5

– Si arriverà, in futuro, al superamento della diatriba Tarsu/Tia sui rifiuti, con lo scopo di unificare i prelievi per i servizi ambientali.

 

– Prevista una cedolare secca sugli affitti, con aliquote al 20 e al 23% dal 2011: la prima per i canoni concordati, la seconda per quelli liberi. Il Ministero del Tesoro stabilirà con decreto la quota di gettito che va ai sindaci.

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