ANNOZERO/ Santoro: manifestazione il 13/2 per difende la magistratura. Lupi: sospendere il programma

- La Redazione

Michele Santoro annuncia una manifestazione davanti al tribunale di Milano in difesa dell’indipendenza della magistratura. Intanto, Maurizio Lupi chiede la sospensione del programma.

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Foto Ansa

Michele Santoro annuncia una manifestazione davanti al tribunale di Milano in difesa dell’indipendenza della magistratura. Intanto, Maurizio Lupi chiede la sospensione del programma.

Michele Santoro annuncia battaglia. E, dopo la telefonata in diretta ad Annozero del Dg Rai Mauro Masi, che si è dissociato dalla gestione del programma, comunica una manifestazione di protesta. Si terrà davanti al tribunale di Milano il 13 febbraio, durante una conferenza stampa presso la sede nazionale della federazione della stampa. «È un appello lanciato da Barbara Spinelli e Marco Travaglio; il 13 febbraio senza bandiere e simboli di partito saremo davanti al tribunale di Milano in difesa dell’indipendenza della magistratura, della libertà d’espressione ed in difesa dei valori della Costituzione», ha dichiarato Santoro.

«Noi – ha concluso Santoro – non intendiamo seguire la strada che ci viene indicata, ovvero porci come i nemici del presidente, noi vogliamo solo essere giornalisti, come i magistrati di Milano vogliono solo fare i magistrati. Sia noi che loro possiamo commettere errori, ma siamo quel che siamo».

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Nel frattempo Maurizio Lupi, vicepresidente Pdl della Camera, e componente della Vigilanza Rai, chiede che la trasmissione venga sospesa: «È di una gravità inaudita quanto accaduto stasera ad Annozero. Abbiamo assistito al solito processo contro il presidente del Consiglio Berlusconi con l’esclusione volontaria di Francesco Paolo Sisto, deputato del Pdl ma soprattutto segretario della giunta per le autorizzazioni a procedere, che non è stato ammesso alla trasmissione», ha dichiarato.

 

«Chiediamo – ha aggiunto – una immediata convocazione della commissione di Vigilanza Rai e la sospensione del programma Annozero. È un atto gravissimo non garantire neanche un minimo di contraddittorio e di pluralismo nel servizio pubblico».

 

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