UMBERTO BOSSI/ Il federalismo deve passare. La Moratti sindaco di Milano? Vedremo…

- La Redazione

Bossi è inamovibile e all’indomani della “cena degli ossi” dichiara: «Il federalismo deve passare»

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Foto Imagoeconomica

Bossi è inamovibile e all’indomani della “cena degli ossi” dichiara: «Il federalismo deve passare»

All’indomani della tradizionale “cena degli ossi” tra Tremonti e il vertice della Lega (alla quale avrebbe dovuto partecipare anche Berlusconi, ma si è fatto vivo solamente con una telefonata) Bossi, da Calalzo (Belluno), non ha dubbi e, conversando con i cronisti, lancia il suo ultimatum.

Nel periodo che intercorre tra il 17 e il 23 gennaio, il federalismo «deve passare». Spiega il leader leghista: «In quel periodo c’è il problema che il federalismo deve passare con l’ultimo decreto attuativo nella commissione bicamerale quindi se non passa quella cosa lì, non possiamo portare il federalismo in Consiglio dei Ministri. Io sono convinto che passi».

E, a proposito del rischio che Bondi venga sfiduciato e che questo renda il governo ulteriormente più instabile, afferma: «Non penso, di rischioso c’è solo che la Lega punti i piedi, e basta. Ma noi non li puntiamo siamo amici di Berlusconi, l’importante è portare a casa il federalismo, presto».

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Il capo del Carroccio, poi, sulla telefonata di Berlusconi, il quale si era ipotizzato che potesse prendere parte alla cena per fare definitivamente il punto sulla situazione politica e decidere se ricorrere o meno alle urne anticipate, dice: «Berlusconi ha parlato solo Tremonti. Io gli ho fatto solo gli auguri, cosa c’entrano gli auguri con la politica?». Spazio anche all’ipotesi di ricandidatura di Letizia Moratti a sindaco di Milano: «Sono accordi che si fanno con Berlusconi e con la Moratti, vedremo», ha detto, ammettendo, tuttavia: «La Letizia mi piace: si dà da fare, poi avrebbe bisogno attorno di gente più creativa».

 

 

Una battuta, infine, il ministro delle Riforme l’ha dedicata al 150esimo anniversario dell’unità d’Italia, facendo presente che il nostro Paese è «diviso in due», mentre la festa c’è chi «sente che è una cosa positiva e la festeggia, e ci sono altri che non la festeggiano». 

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