POLEMICA/ Il Fatto Quotidiano: Il conflitto d’interessi di Montezemolo in politica

- La Redazione

Il 57% degli italiani vuole Luca di Montezemolo in politica, ma una sua eventuale elezione a Palazzo Chigi creerebbe un conflitto d’interessi con le sue attività di imprenditore

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Luca di Montezemolo

Il 57% degli italiani vuole Luca di Montezemolo in politica, ma una sua eventuale elezione a Palazzo Chigi creerebbe un conflitto d’interessi con le sue attività di imprenditore.

CONFLITTO D’INTERESSI – L’ex numero uno di Confindustria ha lanciato la società Nuovo trasporto viaggiatori (Ntv) attiva nel settore ferroviario. Lo ricorda Il Fatto Quotidiano, che ha pubblicato un estratto del nuovo libro di Stefano Feltri, edito da Aliberti, dal titolo “Il Candidato – tutti conoscono Montezemolo, nessuno sa chi è davvero”. La tesi di Feltri è che se Montezemolo diventasse presidente del Consiglio, si troverebbe a decidere del futuro dei trasporti su rotaia. E quindi sarebbe costretto a cedere tutte le quote di Ntv. Tra le ipotesi più accreditate c’è quella di una vendita all’amico Diego Della Valle. Per il giornalista de Il Fatto Quotidiano però “anche così, come nell’ipotesi che le quote venissero rilevate da Banca Intesa, il distacco non verrebbe percepito come totale, visto che i rapporti tra Della Valle e Montezemolo non si interromperanno certo se Italia Futura diventerà un partito con il presidente Ferrari come leader”.

IL “TESORETTO” DI MONTEZEMOLO – Ma qual è l’ammontare della quota di Nuovo trasporto viaggiatori in mano al proprietario della Ferrari? Il calcolo non è semplice, perché la società non è valutata in Borsa e non genera ancora ricavi. Intesa Sanpaolo però ha indicato nel proprio bilancio una cifra da 50 milioni di euro, motivandola come quota del 20% di Ntv: questo presuppone quindi che il valore totale della società sia di 250 milioni di euro. Anche il gruppo francese Sncf detiene il 20% di Ntv, che però stima pari a 75 milioni di euro, facendo crescere il valore totale dell’azienda a 375 milioni. Il leader di Italia Futura ha in mano l’11 per cento della società ferroviaria, il cui valore quindi è di circa 41 milioni. La Mdp1, che controlla buona parte di Ntv, ha ottenuto un utile pari a 13,5 milioni di euro nel 2008 e a 11,4 milioni di euro nel 2009. Ntv si è quindi già rivelata un buon affare per Montezemolo, che ora dovrà decidere se preferisce i suoi interessi a imprenditore o la politica. Anche se non è escluso che decida proprio per la seconda, considerato che il 57% è favorevole a una sua candidatura.

LA FIDUCIA DEGLI ELETTORI – Lo rivela un sondaggio condotto dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis per AgenParl. Come commenta Pietro Vento, direttore di Demopolis, “la fiducia nel Parlamento, nel Governo e nei partiti è diminuita negli ultimi 12 mesi per quasi l’80% degli intervistati, senza differenze sostanziali tra elettori di centrodestra e di centrosinistra. In questo contesto di profonda incertezza, il recente protagonismo di Confindustria e l’eventuale scelta di Montezemolo sembrano destinati ad incidere nel dibattito politico dei prossimi mesi, anche in vista di un ventilato ritorno alle urne in primavera”. Dall’indagine risulta infatti che Montezemolo ha ottenuto la fiducia del 51% degli intervistati, che sale al 60% tra i giovani sotto ai 35 anni. Mentre solo l’8% dichiara di non conoscere il patron della Ferrari.

 

SIMPATIE A SINISTRA – I suoi simpatizzanti sono soprattutto gli elettori di centrosinistra: il 60% di loro infatti è favorevole a un suo ingresso in politica. Come dichiarato da Vento ad AgenParl, “è ovviamente troppo presto per misurare il consenso elettorale a un eventuale nuovo partito di Montezemolo. L’espressione concreta del voto dipenderà infatti dalla sua collocazione, dal sistema elettorale con cui si tornerà alle urne, ma soprattutto dall’effettiva novità percepita del progetto politico. In presenza di una astensione potenziale che sfiora il 30 per cento, il voto appare oggi molto più fluido e incerto rispetto al passato. E rende decisamente aperti i futuri scenari politici nel Paese”.

 

(Pietro Vernizzi)

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