LEGA-PDL/ Bossi: Berlusconi? Sta con i comunisti

- La Redazione

A margine di un convegno a Milano, il  leader della Lega Umberto Bossi raffredda ancora di più i rapporti con Silvio Berlusconi, che ha deciso di sostenere il governo di unità nazionale.

berlusconi_bossi_strategiaR375
Foto Ansa

A margine di un convegno a Milano, il  leader della Lega Umberto Bossi raffredda ancora di più i rapporti con Silvio Berlusconi, che ha deciso di sostenere il governo di unità nazionale. Per questo infatti, a detta del Senatùr, l’ex presidente del Consiglio «sta con i comunisti», e riguardo ai futuri rapporti tra Pdl e Lega «dipenderà da noi. Adesso l’asse con Berlusconi non c’è, ognuno a casa sua. Berlusconi sta con i comunisti in questo governo, questi non sono tempi di alleanze ma è il momento di aspettare», ha detto Bossi, secondo cui questo nuovo governo guidato da Mario Monti contro cui si è sempre fortemente schierato «andrà a picco e va bene. Lo ha messo in piedi il Presidente della Repubblica che dovrà prendersi la responsabilità di aver sciolto un governo legittimamente eletto. Questo commissario di origine europea e bancaria ha fatto un governo dei banchieri». Riguardo invece a un presunto incontro che sarebbe dovuto avvenire tra lo stesso Bossi e Berlusconi, quest’ultimo ha fatto sapere che «è stato sospeso perché non sono tempi questi per fare incontri. Sono tempi per aspettare». Inoltre secondo il leader del Carroccio l’euro sarebbe già «kaput» e questa «guerra l’ha persa l’Italia e la vinta la Padania. Il resto sono tutte cazzate. Adesso l’Europa c’è perché sostengono che vogliono fare un fondo per sostenere gli Stati. Solo che nessuno vuole metterci i soldi. E quindi non se ne farà niente». Secondo Bossi, infatti, «non esiste un fondo che possa salvare gli Stati. I tedeschi giustamente non vogliono pagare i debiti degli italiani e dei greci. Cambia tutto». E se l’euro dovesse davvero scomparire, Bossi annuncia che la Padania farà «la sua moneta, mica può continuare a mantenere tutti questi farabutti». Come ha scritto Francesco Jori nel recente articolo per IlSussidiario.net, «l’odierno atteggiamento della Lega sembra più che altro una sorta di catenaccio calcistico di vecchio stampo: tutti in difesa, e quando arriva la palla calci lunghi a spedirla il più lontano possibile, in attesa di vedere come gira la partita. Scelta magari destinata a pagare nei tempi brevi, ma che lascia irrisolta la questione settentrionale posta con forza ormai da decenni dalla società del nord.

La stessa che ha visto mal riposta, in questi anni, la fiducia accordata alla Lega di governo; e alla quale poco importa di una Lega tornata a quella di lotta».

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori