ICI E CHIESA/ Ecco perché le accuse al Vaticano sono ingiuste

- Gabriele Toccafondi

Basterebbe poco per farsi un’idea sul perché alcuni immobili della Chiesa non pagano l’Ici e su tutti quelli che oggi non la pagano. L’articolo di GABRIELE TOCCAFONDI

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Immagine d'archivio

La politica senza spina dorsale, quella fatta da chi non sa dove si trova e perché la fa, si sta esibendo in una gara a chi la spara più grossa sul tema Ici-Chiesa cattolica. Basterebbe poco per farsi un’idea sul perché alcuni immobili della Chiesa non pagano l’Ici e di conseguenza arrivare alla conclusione che non solo è un bene non fa pagare l’Ici ma se si potesse bisognerebbe incoraggiare la creazione di nuovi luoghi del genere.

Prima di dare un giudizio bisognerebbe fare un elenco di tutti coloro che l’Ici non la pagano. Non pagano l’Ici tutti i locali pubblici come per esempio le scuole, le Università, i musei, i teatri lirici, lo stadio comunale, gli impianti sportivi, le Ipab ovvero le case di riposo pubbliche, gli ospedali, le sedi asl. Che senso avrebbe infatti fare pagare l’Ici dei luoghi pubblici. È per la stessa ragione che non pagano l’Ici le scuole paritarie, i teatri degli oratori, l’impianto sportivo di una società dilettantistica, una casa di riposo gestita da una onlus, un circolo ricreativo come le case del popolo o l’Arci, la sede della Misericordia o della Pubblica assistenza. Eppure sembra che il problema sia solo dei locali della Chiesa cattolica o delle realtà vicine.

Non pagano l’Ici tutte le confessioni religiose che hanno stipulato con lo Stato un concordato, dai valdesi, agli avventisti del settimo giorno, eppure il problema sembra solo rivolto alla Chiesa cattolica.

Abolire l’esenzione Ici o Imu alla Chiesa e alle non profit significherebbe far pagare l’Ici alla mensa della Caritas, agli alloggi per i barboni, ai locali che raccolgono i vestiti che non usiamo più per darli a chi ne ha bisogno, alle associazioni che raccolgono i generi alimentari per poi distribuirli alle famiglie.
Insomma non far pagare l’Ici a questi luoghi che operano per il bene di tutti mi sembra più che opportuno.

Sempre per farci un’idea sulla questione e quindi per arrivare a un giudizio, invece niente si dice sugli altri enti non profit che usufruiscono dell’esenzione. Per esempio perché non ricordare che i circoli Arci non pagano l’Ici? Quelle case del popolo diventate casinò del popolo con slot machines e lap dance l’Ici o Imu non la pagano, eppure chi ci va affolla internet per dire che la Chiesa è privilegiata.

C’è un mondo sempre in prima linea per difendere lodevoli associazioni che operano per il bene di tutti come emergency, il Wwf o Legambiente che fanno dichiaratamente politica di parte, e la stessa parte politica  poi chiede solo per la Chiesa cattolica l’abolizione dell’esenzione dell’Ici.
C’e poi tutto il mondo dell’esenzione Ici riguardo alle associazioni, fondazioni e comitati. In questo caso anche i partiti sono e potrebbero essere esenti.

Mi piacerebbe saper se quelli che si stracciano le vesti per far pagare l’Ici alle parrocchie e alla caritas pagano l’Ici per le loro sedi, e sono certo che i radicali che di questa battaglia si sono fatti paladini pagano l’Ici fino all’ultimo centesimo per le loro sedi, le associazioni, la radio e altri comitati, fondazioni e associazioni che organizzano. Sono talmente convinto che pagano fino all’ultimo centesimo che li invito a pubblicare tutti i bollettini.

In questa categoria possono a pieno diritto rientrare anche i sindacati con le loro sedi. Eppure non mi sembra che nessuno abbia aperto una pagina di Facebook per chiedere alla Cgil di pagare tutta l’ici.

Insomma io difendo la norma che stabilisce l’esenzione dell’imposta sugli immobili per coloro che fanno qualcosa che va a vantaggio della collettività. Difendo quindi l’esenzione che riguarda la Chiesa cattolica perché fa un’attività che riguarda tutti e soprattutto perché è fin troppo evidente che chi ne chiede l’abolizione si muove contro la Chiesa.

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