CASO RUBY/ La marocchina: Per le ragazze di Arcore, Noemi sarebbe stata la cocca di Berlusconi

- La Redazione

Dai verbali degli interrogatori dei pm di Milano emergono nuovi dettagli sulle serate di Arcore del presidente Berlusconi

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Noemi Letizia

Dai verbali degli interrogatori dei pm di Milano emergono nuovi dettagli sulle serate di Arcore del presidente Berlusconi.

NOEMI COCCA DI PAPI – Secondo quanto scrive Repubblica, Ruby avrebbe raccontato ai magistrati: «Nella prima serata a Villa San Martino ebbi modo di conoscere Noemi Letizia che era conosciuta come la “cocca di papi”». E aggiunge la giovane: «Noemi mi chiese quanti anni avevo e le risposi di averne 24. Allora lei, scherzando, mi disse che tanto la preferita di Silvio, riferendosi al premier, era lei. Da altre ragazze che partecipavano alle feste del presidente ho saputo che tra Noemi e Berlusconi c’era stata una relazione intima di natura sessuale».
 

NOTTE DI SESSO – La ragazza aggiunge: «Fino a quel momento io avevo detto a Berlusconi che avevo 24 anni; il presidente mi condusse nel suo ufficio lasciandomi intendere che la mia vita sarebbe cambiata se io avessi accettato di partecipare al bunga bunga insieme alle altre ragazze. Anche se non ha mai parlato di rapporti sessuali non era per me difficile intuire che mi proponeva di fare sesso con lui: io ho detto di no. Lui mi ha risposto che comunque era già pronto un regalo per me».
 

IL BUNGA BUNGA – Sempre secondo Ruby, «quella sera Berlusconi mi raccontò che il bunga bunga consisteva in un harem che aveva copiato dal suo amico Gheddafi nel quale le ragazze si spogliano e devono fargli provare “piaceri corporei”». E prosegue Kharima el Marhoug: «Quella sera, dopo la cena consumata con Berlusconi e con tutte le ragazze che stavano là, il presidente mi propose di dormire a casa sua dicendomi che non mi avrebbe chiesto nulla in cambio. Dopo cena ci siamo recati tutti nella sala al piano inferiore dove si è tenuto il bunga bunga. Io ero tranquilla in quanto Lele Mora aveva garantito la mia estraneità a qualsiasi attenzione sessuale. Nel bunga bunga tutte le ragazze erano nude ed ebbi la sensazione che vi fosse un effetto emulativo tra di loro per farsi notare da Berlusconi con atti sessuali sempre più spinti».
 

RUBY IN QUESTURA – Il 27 maggio Ruby finisce in questura, ma nella notte torna libera. Ecco il suo racconto: «Michelle Coicencao informò Berlusconi che mi trovavo in questura, e quest’ultimo le dette il numero della Minetti dicendole che si sarebbe occupata lei della questione. Berlusconi era molto preoccupato che potessero emergere i rapporti con lei e le serate trascorse presso la sua abitazione. Berlusconi telefonò a Minetti mentre ancora eravamo in questura dicendole di chiamarlo non appena la questione fosse stata risolta».

SAPEVA DELLA SUA ETA’? – La Minetti quindi telefona a Ruby e gli passa il premier, che «scherzando mi disse che nonostante gli avessi detto che ero egiziana e maggiorenne lui mi voleva bene lo stesso. Il presidente mi disse che mi avrebbe potuto rivedere solo una volta che avessi compiuto la maggiore età». Ma in un’altra deposizione Ruby sostiene: «Minetti sapeva che ero minorenne già prima del 27 maggio, ovvero sin dal mio primo ingresso presso la villa Berlusconi».
 

BUNGLE.IT – Per chi desidera sapere tutto sul Bunga Bunga, ora è stato anche creato un nuovo motore di ricerca. Si chiama Bungle Bungle ed è disponibile all’indirizzo Bungle.it. Il portale è diviso in quattro sezioni: intercettazioni, fotografie, video e news. Tra le fonti del sito, Repubblica, WikiLeaks, Indymedia Italia, Libera e SenzaCensura. Il motore di ricerca è una riedizione aggiornata del vecchio progetto BerlusGoogle, e imita la grafica del gigante di Mountain View.
 

(Pietro Vernizzi)


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