UN GIORNO DA PECORA/ Storace: Berlusconi come Mussolini? Il primo è stato eletto…

- La Redazione

Francesco Storace, fondatore de La Destra, è stato protagonista del programma di Radio2 “Un Giorno da Pecora”:”Voglio fare il direttore del Secolo d’Italia”

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Francesco Storace (Imagoeconomica)

FRANCESCO STORACE (UN GIORNO DA PECORA): VOGLIO FARE IL DIRETTORE DE “IL SECOLO D’ITALIA” – Francesco Storace, fondatore de La Destra, è stato protagonista del programma di Radio2 “Un Giorno da Pecora”. “Voglio fare il direttore del Secolo d’Italia”, ha dichiarato l’ex Presidente del Lazio.

“Lo vorrei fare io, non ci ha pensato nessuno, fanno tanti nomi, ma io sono un dipendente in aspettativa del Secolo, mi piacerebbe tanto. Ho una bella penna. Secondo, ho il senso della notizia. E terzo, se bisogna evitare di essere troppo legati a Fini io sarei una garanzia”. Storace propone poi il primo titolo della sua ipotetica conduzione: “Fini si deve dimettere”.

Il leader de La Destra, che da anni contesta la figura e le decisioni di Gianfranco Fini non ha voluto toccare solo il delicato tema del quotidiano storico della destra italiana, in questi giorni terreno di scontro tra gli ex An del Pdl e i futuristi, ma si è spinto anche a un paragone spesso usato dalla sinistra: Berlusconi-Mussolini.

“Si somigliano nel decisionismo – ha detto Storace ai microfoni di Radio2 -, ma il primo è stato eletto democraticamente. I paragoni mi fanno ridere, ma sarebbe peggio se lo paragonassero alla nipote di Mussolini”. Ed ecco così una frecciatina all’altra nemica storica della destra.

“Mussolini ha avuto grandezze e debolezze nella sua conduzione del Paese. La grande differenza è che Berlusconi è andato al potere con le elezioni. Lui stai in una democrazia, ha perso due volte e ha saputo rimettersi in campo… In realtà – corregge poi il tiro Storace – Berlusconi sembra decisionista, ma non è nemmeno quello. Berlusconi l’ha appena detto: la corte costituzionale, il Quirinale, tutti gli altri insomma. Berlusconi prende i voti ma decidono gli altri, quelli che i voti non ce l’hanno”.

Da ultimo il vulcanico ex presidente del Lazio si è voluto togliere l’ennesimo sassolino dalla scarpa. Obiettivo questa volta l’attuale sindaco di Roma e autorevole riferimento della destra romana, Gianni Alemanno.

“Alemanno mi fa tenerezza: lui vuole fare l’uomo di destra ma anche di sinistra, sembra che ci sia ancora Veltroni… Sembra un piccolo Veltroni, dice che bisogna essere duri ma anche morbidi, che dobbiamo portare qui i nomadi ma li dobbiamo anche cacciare… A giudicare dagli incidenti che stanno accadendo in città, Alemanno mi sembra più ‘sinistro…”.

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