FEDERALISMO MUNICIPALE/ Passa la fiducia alla Camera sulla risoluzione di maggioranza

- La Redazione

La Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sul Federalismo municipale. La fiducia ha ottenuto 314 sì, 291 no e due astenuti. Ha votato anche Berlusconi.

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Pensioni: il cdm non scioglie i dubbi (Imagoeconomica)
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La Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza sul Federalismo municipale. La fiducia ha ottenuto 314 sì, 291 no e due astenuti. Ha votato anche Berlusconi.

Passa alla Camera la fiducia sulla risoluzione di maggioranza sul Federalismo municipale. La risoluzione relativa al testo presentato è stato approvata con 314 sì e 291 no e 2 astenuti. I presenti erano 607, i votanti 605, la maggioranza di 303 voti. «Ora  arriva la parte più difficile, quella del federalismo regionale e provinciale», ha avvertito il leader della Lega Umberto Bossi, sotto uno scroscio di applausi da parte del suo partito.

Il premier Silvio Berlusconi ha votato anch’esso la fiducia, sottolineando la sua assonanza in materia con il Carroccio indossando, per l’occasione, un fazzoletto verde nel taschino della giacca, come quello indossato da tutti i parlamentari leghisti.

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Nel frattempo, il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli ha assunto l’impegno, nel corso del Cdm di domani, di proporre «un’iniziativa legislativa finalizzata alla proroga di quattro mesi del termine di scadenza della delega prevista dalla Legge 42» sul federalismo fiscale, che, allo stato delle cose, è prevista per il 21 maggio.«

 

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Se il federalismo fiscale lo si fa e lo si fa per bene, lo votiamo. Se, invece, si fa un pasticcio, noi votiamo contro. Questo decreto, al di là delle vostre favole, è un pasticcio. Per questo votiamo contro il provvedimento e contro la fiducia», aveva dichiarato il leader del Pd Pierluigi Bersani spiegando perché il suo partito avrebbe votato no.

 

Voto contrario anche da Fli, che per bocca del capogruppo alla Camera, Benedetto Della Vedova, spiega: «Non è una buona riforma, non è condivisa, è frettolosa e determina un aumento della spesa al nord e aumento delle tasse al sud».

 

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