PROCESSO MEDIASET/ Berlusconi sarà in aula, attesi migliaia di sostenitori fuori del Tribunale

- La Redazione

Stamattina il capo del governo Silvio Berlusconi in aula per l’udienza legata al processo sui diritti televisivi Mediaset. Fuori del tribunale si attendono migliaia di sostenitori del Pdl

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Foto Imagoeconomica

Oggi terzo atto della serie di processi in cui è coinvolto il capo del governo. I legali di Silvio Berlusconi assicurano che il premier sarà presente in aula oggi a Milano. I primi due atti della saga sono stati l’apertura del processo Mediatrade, con Berlusconi presente seppur senza prendere parola, e il processo Ruby che invece il presidente del consiglio ha disertato.

Oggi processo per i diritti televisivi Mediaset. Berlusconi è imputato di frode fiscale insieme ad altri dieci imputati tra cui Fedele Confalonieri e il produttore americano Frank Agrama. Si tratta di presunte irregolarità nella compravendita di diritti televisivi e cinematografici. Transenne e tendoni rendono l’ingresso all’aula un percorso obbligato per magistrati, avvocati, pubblico, giornalisti selezionati. Divieto di telecamere in aula. Intanto, fuori del tribunale milanese si attendono migliaia di persone. Sono i sostenitori di Silvio Berlusconi. Ha organizzato la manifestazione direttamente il Pdl insieme ai Promotori della Libertà del ministro Brambilla. Berlusconi è atteso alle 9 e 30, i supporter cominciano a concentrarsi verso le 9. L’intenzione è quella di fare una vera manifestazione politica perché, come dicono alcuni responsabili del Pdl, questi sono processi politici e meritano questa risposta.

Il coordinatore Mantovani: «Sarà un giorno di festa e di solidarietà per il presidente Berlusconi  che ancora una volta è costretto ad abbandonare gli impegni istituzionali di governo per sottoporsi ai riti consumati della magistratura che intesse l’ennesimo processo contro Berlusconi». L’e-mail dei Promotori della Libertà che è stata inviata nei giorni scorsi: «Si tratta di una persecuzione giudiziaria senza precedenti… Dobbiamo impegnarci per far conoscere a tutti la verità sui processi in corso. Ecco perché abbiamo deciso di mobilitarci».

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