PROCESSO BREVE/ Approvato il Ddl alla Camera con 314 voti. Ora il testo passa al Senato

- La Redazione

La Camera approva con 314 voti a favore e 296 contrari il disegno di legge sul processo breve. Ora il testo passa al Senato. I parlamentari presenti e votanti erano 610.

Camera_DeputatiR400
La Camera dei Deputati (Imagoeconomica)

La Camera approva con 314 voti a favore e 296 contrari il disegno di legge sul processo breve. Ora il testo passa al Senato. I parlamentari presenti e votanti erano 610.

Passa, 4 minuti prima rispetto al previsto (i capigruppo avevano stabilito che le votazioni si chiudessero alle 20.30 ma alle 20.26 il presidente della Camera ha dichiarata sospesa la seduta), il disegno di legge sul processo breve. I sì sono stati 314 e i no 296. Il testo è stato sostenuto da Pld, Lega e Responsabili. Contrari Pd, Idv e Terzo polo. Ora la palla passa al Senato. Già nel pomeriggio la maggioranza aveva incassato la vittoria più significativa, quella sull’approvazione dell’articolo 3 della legge, di cui è considerato il cuore: si tratta del procedimento che accorcia i tempi di prescrizione per gli incensurati.

Montecitorio lo aveva approvato con 306 voti favorevoli e 288 contrari. Grande soddisfazione espressa dal premier (che, tra le altre cose potrebbe vedersi sfumare il processo Mills). Con chi lo ha contattato per informarlo dell’esito del voto, si sarebbe rallegrato per una legge che finalmente metterebbe l’Italia al passo con l’Europa.

Altro motivo di soddisfazione, la tenuta della maggioranza. Il capo del governo avrebbe confidato ai fedelissimi che, in questa circostanza, la sinistra ha fatto una pessima figura.  Il provvedimento, tra le altre cose, riduce i tempi della prescrizione per gli incensurati passando da un quarto a un sesto della pena edittale.

La sua applicazione riguarda i processi non ancora giunti a sentenza di primo grado, e non riguarda i reati di grave allarme sociale come la mafia o il terrorismo. La legge prevede inoltre, nella parte sulla ragionevole durata dei processi, che il capo dell’ufficio giudiziario segnali al ministro della Giustizia e al Csm i giudici che sforano i tempi del processo, stabiliti per legge: tre anni in primo grado, due anni in appello, e un anno e 6 mesi in Cassazione, per quanto i reati con la pena massima di 10 anni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori