PROCESSO BREVE/ Approvato l’articolo 3. L’opposizione: “Vergogna”

- La Redazione

E’ stato approvato l’articolo 3, punto snodale fondamentale del disegno di legge sul processo breve. Per l’opposizione è il passaggio che permette l’impunità per Berlusconi

Camera_DeputatiR400
La Camera dei Deputati (Imagoeconomica)

L’articolo 3 è considerato il punto centrale del disegno di legge sul processo breve, il cui dibattimento e voto è in corso da stanotte e si prevede vada avanti fino a questa sera. Ed è passata l’approvazione appunto dell’articolo 3 quello che le opposizioni definiscono fatto a tavolino per proteggere Silvio Berlusconi.

L’articolo, modificato da un emendamento del relatore Maurizio Paniz, riduce i tempi della prescrizione per gli incensurati passando da un quarto a un sesto della pena. Viene applicato ai processi che non sono ancora giunti a sentenza di primo grado. Non riguarda i reati come terrorismo e mafia. E’ l’articolo contro cui si scagliano le opposizioni, definendolo ad personam applicabile al processo Mills, in cui è imputato il premier Silvio Berlusconi. In parlamento giornata molto tesa, con votazioni a raffica continui sui tanti emendamenti proposti dalla opposizione. Fuori, contesta il popolo viola che definisce una vergogna quanto sta passando in Aula. «Perché, per salvare un uomo solo, lasciate impuniti assassini, stragisti e violentatori?» è uno dei messaggi che il popolo viola porta in piazza a Montecitorio. La tensione in Aula è tale che membri del Pd hanno attaccato anche il presidente della Camera Gianfranco Fini perché non avrebbe favorito i tempi a disposizione dell’opposizione.

Casini e Bersani hanno chiesto moderazione e scusa al politico di Fli. E’ intervenuta anche la Chiesa, denunciando il clima troppo esasperato e chiedendo moderazione nel dibattimento. «Al di sopra di tutto ci deve essere il desiderio e la meta concreta del bene comune – ha spiegato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei – che è fatto di tanti aspetti che devono essere affrontati in un clima di maggiore serenità. Altrimenti – ha concluso il cardinale – non si va da nessuna parte».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori