BIOTESTAMENTO/ Berlusconi: “Ci vuole la legge, i giudici non rispettano le Camere”

Berlusconi manda una lettera ai suoi deputati invitandoli a votare compatti e in modo unitario sul decreto legge sul fine vita. Una legge necessaria per colpa dei giudici, secondo il premier

27.04.2011 - La Redazione
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Foto Ansa

Berlusconi scende decisamente in campo sul problema del biotestamento. In una lettera inviata ai suoi deputati, li invita a votare senza esitazioni a favore del decreto legge sul cosiddetto fine vita. Impegno e motivazione, ecco quello che chiede il premier ai suoi uomini. Precisando che su una questione così sensibile, intima e privata non ci si dovrebbe neanche porre il problema di discutere una legge. Lui stesso la pensa così ma, dice, se non ci fossero tribunali che, adducendo presunti vuoti normativi, pretendono in realtà di scavalcare il Parlamento e usurparne le funzioni». E’ dunque un problema di giudici che “scavalcano le Camere” dice ancora. E si hanno subito reazioni forti. L’Udc chiede immediatamente l’inversione dell’ordine del giorno alla Camera per discutere al più presto il disegno di legge. Il Pd non ci sta: secondo il partito di Bersani, invertire l’ordine del giorno per discutere di biotestamento è strumentale: «È indecente fare lo spezzatino del disegno di legge, portarlo in tre sedute diverse in tre settimane dopo averlo tenuto nel cassetto per due anni». Berlusconi nella sua lettera ha fatto preciso riferimento al caso Eluana. La legge che ci si appresta a discutere, dice, nasce proprio da quell’evento che ha traumatizzato l’opinione pubblica. Per la deputata dell’Idv, Silvana Mura, Berlusconi non ha neanche letto il testo della legge. Ed è ridicolo e ipocrita nell’attaccare la magistratura anche in uncaso come questo.

Il quale scrive: «La vita è un bene che noi tutti difendiamo, e se è vero che il mondo cattolico ha molto da insegnarci su questo, è vero anche che l’intangibilità della persona è un valore non negoziabile anche per i laici, e per tutte le culture politiche che compongono il grande mosaico del nostro partito. Noi liberali, cristiani, socialisti, riformisti, credenti di fedi diverse e non credenti, noi moderati, insomma, siamo convinti che la libertà, bene prezioso, non possa arrivare a negare la vita. Ti chiedo dunque, ancora una volta impegno e partecipazione, sicuro che, come sempre, saprai conciliare l’etica della convinzione con quella della responsabilità, così come accade quando si è di fronte a scelte e a decisioni importanti».

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