OMOFOBIA/ Scontro in Aula. Nessun accordo sulla legge. Il voto rinviato a giugno

- La Redazione

Ancora non è stato trovato l’accordo sulla legge contro l’omofobia. Pdl, Lega e Udc, hanno espresso forti perplessità e presentato tre pregiudiziali di costituzionalità.

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Foto: Imagoeconomica

Ancora non è stato trovato l’accordo sulla legge contro l’omofobia. Paola Concia, deputata del Pd promotrice della legge, lamenta il fatto che la maggioranza e l’Udc le metterebbero pregiudizialmente i bastoni tra le ruote. Pdl, Lega e Udc, dal canto loro,hanno grandi perplessità sul fatto che una legge del genere sia necessaria; o che, quantomeno, possa andar bene scritta come è stata scritta. I tre partiti, infatti, hanno presentato tre pregiudiziali di costituzionalità. Luisa Santolini, dell’Udc, ha affermato che il testo «è irricevibile e incostituzionale perché bisogna condannare tutte le discriminazioni e ogni tipo di violenza, non solo quella contro l’omosessualità». Il presidente del partito, Rocco Buttiglione, ha invece sostenuto che non è possibile che «l’omosessualità come tale possa essere considerata come un bene giuridico meritevole di tutela, al di là delle persone che la esercitano. L’effetto vero di questa legge è promuovere l’omosessualità come stile di vita in Italia. C’è una grande differenza tra promuovere l’integrazione degli omosessuali e promuovere lo stile di vita omosessuale».Simile la posizione della Lega: «Vogliamo uno Stato che tuteli la persona nella sua interezza, che tuteli tutti senza fare del vittimismo in relazione agli insulti che sono stati dati», ha spiegato Massimo Polledri, onorevole del Carroccio. Enrico Costa, del Pdl, relatore del provvedimento, dopo le dimissioni della Concia, ha espresso un parere favorevole ma condizionato: «Non vi è la volontà di affossare il lavoro fin qui svolto, con tanta passione, dall’onorevole Concia, ma di verificare se vi sono le condizioni per portarlo a termine», ha detto. che scontato.  

«Per fare ciò – ha continuato – è necessario che i proponenti si sottraggano alla tentazione di ottenere una legge manifesto, di provare a dividere la maggioranza, di individuare queste norme come “apripista” per altre controverse innovazioni del nostro ordinamento e anche che coloro che finora si sono opposti evitino posizioni di pregiudiziale chiusura».Ora li testo tornerà in aula a giugno per un voto dall’esito tutt’altro 



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