BALLOTTAGGIO ELEZIONI COMUNALI/ L’Agcom richiama il Tg3 per un’intervista a Di Pietro

- La Redazione

Dopo il tg1, il Tg2, il Tg4, il Tg5 e Studio Aperto, multati per complessivi 800mila euro dall’Agcom, il Tg3 è stato richiamato per un’intervista a Di Pietro 

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Foto: Imagoeconomica

Anche il Tg3, alla fine, è stato richiamato. Dopo il tg1, il Tg2, il Tg4, il Tg5 e Studio Aperto, multati per complessivi 800mila euro dall’Agcom, per le 5 interviste al presidente del Consiglio mandate in onda nello stesso giorno, è toccata alla terze rete un richiamo per la violazione della disciplina che regolamenta la presenza dei politici in tv in periodo elettorale. Il provvedimento si riferisce, in particolare, al fatto che, ello stesso giorno delle interviste al premier, il Tg3 ha mandato in onda un intervento in diretta del leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, «troppo concentrata su temi di campagna elettorale». L’Autorità garante per le comunicazioni, quindi, ha chiesto al Tg di dare spazio anche ad un esponente del centrodestra. «Si tratta di un richiamo chesembra rispondere in primo luogo a esigenze di equilibrio politico, teso a dimostrare una sorta di par condicio nelle violazioni e di conseguenza nelle sanzioni», è stato il commento della direttrice del Tg, Bianca Berlinguer. Nonostante la contestazione della decisione dell’autorità, la Berlinguer ha deciso di dare spazio, nell’edizione delle 19, ad un’intervita a Gaetano Quagliarello. La decisione è assunta dalla maggioranza dallacommissione Servizi e prodotti dell’Autorità, che ha definito l’intervista all’ex pm di Mani pulite, «al limite della normalità dei programmi di informazione», Il commissario Antonio Martusciello, con i colleghi Stefano Mannoni, Roberto Napoli e Enzo Savarese, hanno accusato l’Autorità di adottare «due pesi e due misure». Secondo i quattro, che avevano contestato le multe agli altri Tg,  «questa volta è stato ritenuto sufficiente un buffetto sulla guancia». ». 

Il portavoce Idv, Leoluca Orlando, ha definito l’intervista del suo leader «corretta e non uno spot promozionale come quello del premier». Nell’ambito del medesimo provvedimento, l’autorità ha invitato Studio Aperto a rispettare, fino al termine delle elezioni, un «rigoroso equilibrio dell’informazione». Il direttore del Tg, Giovanni Toti, ha reagito dicendo: «Trovo che sia il secondo provvedimento inaccettabile». Poi, ha spiegato. «la decisione si basa su un errore nel conteggio degli spazi, già segnalato



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