NUOVI SOTTOSEGRETARI/ Il maxirimpasto, Berlusconi promette altri dieci nomine

- La Redazione

Nominati i nuovi nove sottosegretari, ma il maxi rimpasto di governo non è ancora finito. La polemica dell’opposizione che parla di vergognoso pagamento di favori

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Foto Ansa

Come promesso sono arrivate le nomine dei nuovi nove sottosegretari. Silvio Berlusconi ne annuncia già altri dieci. E’ il maxi rimpasto di cui si parlava da tempo. Per l’opposizione un vergognoso scambio di favori con quegli esponenti politici passati a sostenere il governo durante recenti votazioni alla Camera. Dei nove nuovi sottosegretari infatti diversi sono ex di Fli tornati con il Pdl e altri ex di vario tipo andati a formare il gruppo dei Responsabili a sostegno della maggioranza. Ecco i nomi:  Roberto Rosso va all’Agricoltura, Luca Bellotti al Welfare, Daniela Melchiorre e Catia Polidori allo Sviluppo Economico, Bruno Cesario e Antonio Gentile all’Economia, Aurelio Misiti alle Infrastrutture, Riccardo Villari ai Beni Culturali, Giampiero Catone all’Ambiente. A questi nomi va aggiunto l’ex Pd Massimo Calearo, industriale vicentino passato alla maggioranza dopo un breve periodo nell’Api di Rutelli. E’ stato nominato consigliere personale del presidente del consiglio per il Commercio Estero. Ha spiegato le scelte Silvio Berlusconi: “Ci saranno tante ironie  ma non mi sembrano fondate perché i sottosegretari fanno parte della terza gamba, del gruppo formato alla Camera in sostituzione del Fli, che ha liberato posti nel governo ed era logico assegnarli al gruppo che ha sostituito Fli e consente al governo di operare in Parlamento con una maggioranza coesa e sicura”.

Polemica l’opposizione che parla di spettacolo indecoroso, di un governo che si regge solo su cambiali pagate o da pagare. Una vergogna, dice il vicepresidente vicario dei deputati del Pd Michele Ventura. Per Anna Finocchiaro la speranza è che i nuovi eletti si limitino a riscuotere il loro pagamento limitando i danni all’erario e alla credibilità del paese. Per Granata di Fli è stato pagato il prezzo concordato: una delle pagine più vergognose della storia italiana.

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