RIMPASTO/ Bossi a sorpresa: ha ragione il Colle. Schifani e Fini convocano capigruppo dopo il voto

- La Redazione

I presidenti del Senato, Renato Schifani, e della Camera, Gianfranco Fini, dopo la nota diramata da Napolitano convocheranno i capigruppo alla ripresa dell’attività parlamentare

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Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

RIMPASTO – CONVOCATA CAPIGRUPPO DOPO PAROLE NAPOLITANO – BOSSI APPLAUDE IL COLLE – Dopo l’ammonimento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, riguardo alla liceità del rimpasto di governo che ha portato all’assegnazione di nuovi posti da sottosegretario, i presidenti del Senato, Renato Schifani, e della Camera, Gianfranco Fini, hanno annunciato che convocheranno i capigruppo all’immediata ripresa dell’attività parlamentare. Il che significa dopo le elezioni di domenica e lunedì prossimi, 15 e 16 maggio, che vedranno gli schieramenti contendersi  alcune province e numerosi comuni, tra cui Milano, Napoli, Torino e Bologna.

A turbare la giornata di campagna elettorale del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, questo pomeriggio al Palasharp per sostenere Letizia Moratti, sono giunte le parole del segretario della Lega, Umberto Bossi. «Diciamo che riflettendoci sopra… devo chiedere scusa al presidente Napolitano sulla faccenda dei sottosegretari, perché ha ragione… Venerdì sera ho fatto un ragionamento – ha aggiunto Bossi – ma poi, pensandoci qualche ora, devo dire che la questione sollevata dal Presidente ha una sua ragione, visto che ci sono tra i nuovi sottosegretari alcuni che avevano votato contro il Governo».

Parole che potrebbero rinfocolare quella tensione tra Pdl e Lega (per i più ottimisti dovuta soltanto all’imminente voto) che era esplosa sull’intervento militare in Libia e che si era assopita con la mozione leghista votata in Aula.

Anche perché anche il ministro Calderoli ha voluto rincarare la dose: «Certe cose non dovremmo neppure arrivare farcele chiedere dal presidente Napolitano… La Costituzione non chiarisce il punto e la legge attribuisce il potere di nomina dei sottosegretari al Presidente del Consiglio ma è vero anche che, nella situazione che stiamo analizzando, nell’ultimo voto di fiducia quella stessa fiducia non fu votata da due di coloro che sono stati appena nominati sottosegretari».

Il premier per ora ha voluto smentire nettamente le dichiarazioni apparse sui giornali con una nota: «Il presidente Berlusconi non ha espresso venerdì sera alcun giudizio né tantomeno parlato con qualcuno in merito alle osservazioni del Capo dello Stato sulla maggioranza parlamentare. Appare pertanto incredibile questa vera disinformazione che si legge sui quotidiani odierni».

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