INTERCETTAZONI/ Alfano: illegale pubblicare quelle irrilevanti. Frattini: legge entro agosto

- La Redazione

L’inchiesta sulla P4 e su Luigi Bisignani ha prodotto fiumi di intercettazioni che stanno riempiendo in questi giorni le pagine dei giornali. Alfano annuncia una regolamentazione

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Foto Imagoeconomica

L’inchiesta sulla P4 e su Luigi Bisignani ha prodotto fiumi di intercettazioni che stanno riempiendo in questi giorni le pagine dei giornali. Personaggi pubblici d’ogni risma assistono inermi a loro pubblico ludibrio; la peculiarità del numero uno della presunta loggia P4, infatti, è quella di avere una rete di rapporti fittissima, che va dalla politica al mondo finanziario, dalle partecipate statali ai grandi imprenditori. E a chiunque può essere capitato di parlargli per ottenere un favore e un’informazione. Colloqui nei quali molti di questi personaggi si sono lasciati scappare commenti non proprio edificanti nei confronti di colleghi di partito, o di governo, o rilevazioni assolutamente intime e personali. Personali, appunti, e dal punto di vista penale, nulle. Per questo, il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha annunciato un intervento in merito. Rispetto alla diffusione delle intercettazioni relative all’inchiesta, ha dichiarato: «Oltre ad essere sbagliato è anche fuori dalla legge. Il problema, lo ripeto, è che si pubblicano intercettazioni tanto penalmente irrilevanti che non sono state inserite nell’ordinanza di custodia cautelare. Queste gettano un certo disdoro a chi nulla ha a che fare con l’inchiesta. Ma nessuno si fa carico di riparare al torto».

 Poi, ha concluso: «le intercettazioni rappresentano un servizio giusto perché servono a scoprire i criminali. Quelle che non sono penalmente rilevanti e risultano agli atti dell’inchiesta perché fatte durante le indagini ma non sono servite per l’ordinanza cautelare, è sbagliato che siano pubblicate sui giornali se riguardano soggetti estranei all’inchiesta». Sulla stessa questione si è espresso il ministro degli Esteri Franco Frattini, che si è detto convinto che il governo porrà mano alla questione «non con un decreto», ma con «una buona legge». Poi, ha aggiunto: «spero che ci sia la possibilità di farla entro agosto» e «sarebbe un bell’esempio se tutte le forze politiche si mettessero insieme d’accordo».



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