UFFICI MINISTERIALI/ Operativi e al Nord: Berlusconi dà l’ok alla Lega

- La Redazione

Uffici ministeriali operativi anche al nord. E’ la condizione sine qua non di Umberto Bossi  per rimanere nel governo e arrivare al termine naturale della legislatura.

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Pensioni: il cdm non scioglie i dubbi (Imagoeconomica)

Uffici ministeriali operativi anche al nord. E’ la condizione sine qua non che Bossi avrebbe messo sul tavolo delle trattative per rimanere nel governo e arrivare al termine naturale della legislatura. Prima delle elezioni si  era parlato persino di ministeri. Troppo. La discussione era stata rimandata al post voto. Ora, nel vertice di Arcore di ieri, Berlusconi avrebbe accontentato l’alleato. Non più ministeri, quindi, ma uffici realmente funzionanti, sia politicamente che operativamente. Soluzione che, del resto, troverebbe  l’assenso anche da parte del sindaco di Roma Gianni Alemanno che, da Washington ha fatto sapere: «Non sarebbe nemmeno una straordinaria novità, l’importante è che sede e titolarità dei ministeri restino a Roma». Si è parlato anche di tagli alle tasse. «La riforma fiscale è programmata», ha detto il premier spiegando che, rispetto alla richiesta della Lega di una minore stretta fiscale ha detto che la posizione non cambia: «Poi vedremo cosa si potrà fare». Sul candidato nel 2013, inoltre, ha aggiunto: «Ha già detto tutto Alfano». 

Alfano, dal canto suo, riferendosi al precedente incontro con a tema l’asse Pdl-Lega, il futuro del governo e la politica economica   (vi han preso parte Tremonti, Ghedini, Maroni, Calderoli, Giorgetti, Reguzzoni, e Brancher) aveva commentato: «Il rapporto fra la Lega e Pdl, tra Berlusconi e Bossi è solido». Quindi «la maggioranza – aveva aggiunto – è in grado di dare stabilità e, a differenza della sinistra, di portare aventi le riforme». 



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