MANOVRA FINANZIARIA/ Si vota in Senato. Tutte le novità e le modifiche – La scheda

- La Redazione

La Commissione Bilancio del Senato, nella notte, ha dato il via libera alla manovra che ora è giunta in Aula per le votazioni a partire dalle 9.30. Il Ddl dovrebbe ricevere l’ok alle 13

tremonti_dubbioR400
Angela Merkel e Nicolas Sarkozy (Ansa)

La Commissione Bilancio del Senato, nella notte, ha dato il via libera alla manovra che ora è giunta in Aula per le votazioni a partire dalle 9.30. Il Ddl dovrebbe ricevere l’ok alle 13. Dovrebbe arrivare anche il maxi-emendamento sul quale il governo porrà la fiducia. Il provvedimento va licenziato al più presto. Questa è la volontà bipartisan, alimentata dalle richieste degli attori finanziari internazionali, dell’Europa e del Colle. L’opposizione, quindi, pur annunciando il voto contrario si è impegnata a non fare ostruzionismo. La manovra, oltre ad esser stata aumentata a 79 miliardi, contiene importanti novità.

Già da lunedì prossimo gli italiani pagheranno un ticket da 10 euro   per la diagnostica e la specialistica, di 25 per i codici bianchi. Si tratta di 380 milioni di euro in meno che lo Stato non dovrà stanziare subito.

Invece che da gennaio 2014 l’adeguamento delle pensioni all’aspettativa di vita scatta da gennaio 2013. L’aumento dei requisiti è stato calcolato in 3 mesi «in quanto assorbe l’incremento della speranza di vita registrato nel triennio precedente risultante superiore (4 mesi). Per i successivi adeguamenti triennali dal 2016 la stima dell’adeguamento è pari a 4 mesi fino a circa il 2030 e intorno a tre mesi fino al 2050».

Per chi ha maturato 40 anni di contributi e accede alla pensione anticipata a prescindere dall’età anagrafica, l’assegno viene posticipato di un mese per chi maturerà i requisiti nel 2012, di due per chi li matura nel 2013,  di tre mesi chi li matura nel 2014. 

Previsto un contributo di solidarietà per le pensioni sopra i  90mila euro annui che riguarderà la parte eccedente tale cifra: del 5% fino ai 90mila, del 10% sopra i 150.

Sono confermati, e andranno a regime, gli aumenti sulle aliquote delle accise sui carburanti.

Quelli sotto i 5mila abitanti dovranno fondersi o creare unioni condividendo i servizi. Dal 2011 dovranno unificare due delle funzioni principali che esercitano per legge, dal 2012 quattro, dal 2013 tutte e sei.

– Si inizierà a liberalizzare le municipalizzare, mentre dopo il 2013 le quote dei colossi appartenenti al ministero dell’Economia.  

 – Aumenterà la base imponibile. L’aliquota addizionale del 10% sarà applicata sulla parte eccedente la quota fissa di retribuzione.

 – Viene modulata in maniera diversa l’imposta di bollo sui depositi titoli. L’imposta annuale corrisponderà a 34,20 euro per gli importi sotto i 50mila euro; a 70 euro per gli importi compresi tra i 50 e i 150mila euro; a 240 euro per gli importi tra i 15 e i 500mila euro; a 680 euro sopra i 500mila euro. Dal 2013 l’imposta sarà di 230 euro per gli importi tra i 50 e  i 150 mila euro; di 780 euro per importi tra 150 e 500mila; di 1.100 sopra i 500mila euro.

 – Modificati i criteri di virtuosità dei comuni il primo dei quali sarà la  «convergenza tra spesa storica e costi e fabbisogni standard». Un altro consiste nell’aver «operato dismissioni di partecipazioni societarie». Previsti tagli dei trasferimenti alle regioni.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori