ANTI-OMOFOBIA/ La Camera affossa la legge. Passano le pregiudiziali di costituzionalità

- La Redazione

La Camera affossa per l’ennesima volta la legge sull’omofobia. Montecitorio ha accolto le pregiudiziali di costituzionalità evocate da Pdl, Udc e Lega con 293 sì, 250 no e 21 astenuti

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La Camera affossa per l’ennesima volta la legge sull’omofobia. Montecitorio ha accolto le pregiudiziali di costituzionalità evocate da Pdl, Udc e Lega con 293 sì, 250 no e 21 astenuti. Il Ddl avrebbe previsto l’introduzione dell’omofobia come aggravante per i reati di natura penale. Il Parlamento ha dato ragione a chi ha presentato le pregiudiziali in merito all’articolo 3 e all’articolo 25 della Carta, «Viene osservato che il rilievo specifico che viene dato all’orientamento sessuale, come circostanza aggravante in una serie di delitti, contrasterebbe con il principio dell’eguaglianza e sarebbe irragionevole», ha spiegato su queste pagine il docente di Diritto costituzionale Marco Olivetti. «Il reato commesso per motivi di omofobia – ha aggiunto – rappresenterebbe già una circostanza aggravante, ma di portata più generale,  vale a dire gli atti commessi per particolari motivi abietti e futili». Inoltre, verrebbe meno la tassatività dell’azione penale.  In sostanza, «i fatti qualificati come reati e puniti con una pena devono essere descritti nella maniera più chiara e precisa possibile», spiega ancora il professore. Con l’introduzione della legge, questo principio verrebbe meno. Dura la reazione del deputato del Pd Paola Concia, prima relatrice della legge dimessasi dal ruolo dopo che vennero approvate, per la prima volta, le pregiudiziali nel 2009. Secondo l’onorevole, particolarmente sensibile alle ragioni della comunità Lgbt, oggi il Parlamento si è schierato dalla parte dei violenti. «Non ha molto senso aggiungere ulteriori circostanze aggravanti», spiega, tuttavia, Olivetti. 

«Esiste già una norma, l’articolo 61 del Codice penale, che prevede che un fatto che costituisce reato sia aggravato se sorretto da particolari motivi abietti e futili. In questi, a mio avviso, rientra l’aggressione ad una persona in ragione delle sue inclinazioni sessuali». Del resto, all’interno dell’orientamento giurisprudenziale, non viene esclusa «espressamente l’applicazione di questa aggravante generale a questi casi concreti. L’aggravante di portata generale è suscettibile, quindi, di ricomprendere, interpretata ragionevolmente, anche i comportamenti omofobici».



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