CRISI/ Pensioni, patrimoniale e costi della politica: il governo studia ancora l’anticipo del pareggio di bilancio

- La Redazione

Questo pomeriggio il governo incontrerà le parti sociali e c’è attesa per vedere se vi prenderà parte o meno Silvio Berlusconi. Intanto si studiano le misure da mettere in campo

berlusconi_tremonti_carteR375
Berlusconi e Tremonti

Questo pomeriggio il governo incontrerà le parti sociali e c’è attesa per vedere se vi prenderà parte o meno Silvio Berlusconi. Il momento è infatti abbastanza delicato visto che bisognerà decidere quale impronta dare ai cambiamenti necessari ad anticipare il pareggio di bilancio al 2013.

Il premier sembra contrario, stando almeno a quanto ha sempre dichiarato, all’introduzione di una imposta patrimoniale, cui invece ha aperto il sindaco di Verona, ed esponente della Lega Nord, Flavio Tosi. Gli interventi più delicati dovrebbero riguardare il sistema delle pensioni e dei trasferimenti alle Regioni. Sul primo campo, l’incontro con le parti sociali di oggi dovrebbe dare qualche indicazione sull’effettiva possibilità di interventi. I sindacati potrebbero forse cedere a una parte delle richieste governative se ottenessero in cambio un forte e preciso impegno affinché la politica provveda a ridurre i propri costi, considerati da molte parti eccessivi. Per quel che riguarda i trasferimenti alle Regioni, una delle ipotesi per controbilanciare un loro abbassamento potrebbe essere l’anticipo dell’entrata in vigore al 2012, e non al 2014 come inizialmente previsto, dell’Imposta municipale unica (Imu), una delle tappe importanti del federalismo fiscale.

Molto comunque si punta sulla delega alla riforma fiscale e assistenziale, che dovrebbe portare a un aumento delle imposte sulle rendite finanziarie, anch’esse gradite ai sindacati. Il governo dovrà poi decidere a quanto far ammontare l’anticipo del pareggio di bilancio sul 2012. Se la cifra minima sembra essere di 20 miliardi di euro, considerando anche i 5,5 già previsti e un eventuale irrobustimento, si potrebbe facilmente arrivare sopra quota 30 miliardi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori