MANOVRA/ Ecco cos’è la “Robin Hood Tax”, Tremonti parte con l’energia

- La Redazione

Con l’intervento messo a punto dal governo, ecco rispuntare la cosiddetta “Robin Hood Tax”, che colpisce principalmente le società del settore energetico con un’addizionale Ires

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Berlusconi e Tremonti

Con l’intervento messo a punto dal governo, ecco rispuntare la cosiddetta “Robin Hood Tax”, che colpisce principalmente le società del settore energetico che dovranno sopportare un nuovo rialzo temporaneo della tassazione sui propri ricavi. Infatti, l’addizionale Ires sui bilanci passerà  dall’attuale 6,5% al 10,5%, quindi ben quattro punti percentuali in più. Inoltre quest’addizionale Ires, che attualmente riguarda le aziende che arrivano a ricavi superiori ai 25 milioni di euro, sarà allargata a tutte quelle aziende con ricavi oltre i dieci milioni di euro, e con un reddito imponibile oltre il milione. E come se non bastasse, saranno coinvolte anche le società, prima invece escluse, che si occupano della distribuzione e trasmissione del gas naturale e dell’energia elettrica, come anche quelle che utilizzano fonti eoliche e fotovoltaiche. Il ministro dell’economia Giulio Tremonti però rassicura le famiglie: “La traslazione sarà impossibile sulla bolletta delle famiglie”, quindi chi sarà coinvolto nella “Robin Hood Tax” non potrà traslare l’onere della tassa pagata sui prezzi al consumo.
“Abbiamo anticipato tagli ai ministeri per quasi 6 miliardi che possono scendere a 5 miliardi se funziona la Robin Hood Tax per il settore energetico, ferma restando la bolletta dei cittadini”, ha affermato Tremonti.
Tremonti, nel definire questo tipo di tassazione, utilizza il termine “Robin Hood tax” secondo un’accezione particolare.  

Essa è, in origine, una serie di imposte sulle transazioni finanziarie proposto da un gruppo di organizzazioni civili non governative, che hanno istituito una campagna per lanciare questo tipo di tassazione finanziaria. Alla società civile si sono affiancati anche economisti e politici e diverse organizzazioni, a partire dal Regno Unito, poi in tutto il mondo. Il volume delle transazioni finanziarie scambiato ogni giorno nel mondo, tra banche, fondi di investimento ed istituzioni finanziarie, è esploso negli ultimi anni, venendo a superare il Pil globale. Da qui l’idea di fondo proposta dai fautori della Robin Hood Tax di tassare le transazioni finanziarie (non solo le transazioni valutarie, ma anche altri tipi di operazioni finanziarie) per venire incontro agli interessi pubblici globali, garantendo a tutta la popolazione la salute, l’istruzione ecc.
Il ministro dell’Economia Tremonti nel 2008 ha proposto un tipo particolare di Robin Hood Tax, sui profitti delle compagnie energetiche. Tremonti ha preso a prestito la definizione della tassa, in quanto mirava ai ricchi per ottenere benefici per i cittadini più poveri, anche se, a differenza della Robin Hood Tax originale essa non era mirata alle transazioni finanziarie, né si trattava di una tassa globale o rivolta alle banche.
 



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