CRISI/ Draghi da Napolitano. Tremonti convoca il comitato stabilità. Domani Berlusconi alle Camere

- La Redazione

Il Presidente della Repubblica Napolitano ha ricevuto al Quirinale il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. Domani toccherà al presidente del Consiglio riferire alla Camere

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Giorgio Napolitano (Imagoeconomica)

Resta pesante il clima in Piazza Affari all’indomani di una giornata catastrofica. L’indice Mib per ora perde il 2%. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti ha voluto mandare un segnale forte, convocando per oggi alle 16.30 il Comitato di stabilità finanziaria (Consob, Isvap, Banca d’Italia). Nel frattempo il Capo dello Stato, che ha rimandato le sue vacanze, ha ricevuto questa mattina al Quirinale il Governatore della Banca d’Italia e prossimo presidente della Bce Mario Draghi. E’ il secondo colloquio tra i due nel giro di pochi giorni.
Domani toccherà al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, riferire alla Camera alle ore 15 e al Senato alle 17,30. Ogni gruppo parlamentare avrà a disposizione dieci minuti per le repliche, ma non ci saranno votazioni su documenti finali.
Tra gli altri segnali positivi un portavoce della Commissione europea ha assicurato “piena fiducia” dell’Ue sulle misure prese dall’Italia.
Sul piano interno però l’opposizione va all’attacco: «O si va a votare subito o si trova lo spazio di una soluzione transitoria in netta discontinuità con il passato. Dopo questo lunedì, Berlusconi dovrebbe andare al Quirinale e rimettere il mandato nelle mani del Presidente Napolitano». Parola del segretario Pd, Pier Luigi Bersani, intervistato da La Repubblica. «I protagonisti che ci hanno portato fin qui – prosegue Bersani – li vedo fuori da un governo simile. Non abbiamo mai avuto nella nostra storia 6 punti di recessione. La paura si affronta guardando in avanti».

L’Italia dei Valori invece «non è disponibile a un governo di transizione, balneare o d’occasione». Per il leader dell’Idv non vi sono alternative al voto anticipato. Una differenza di vedute tra i due principali partiti d’opposizione che riguarda anche la legge elettorale. L’Idv ha invitato il Pd ha rivedere la sua posizione sull’ipotesi referendaria. 
Il Pdl, ovviamente, fa quadrato attorno al premier. E’ da “irresponsabili” secondo Cicchitto chiedere una crisi al buio. La discussione di domani si annuncia perciò calda, ma abbastanza prevedibile, a meno di qualche imprevisto colpo di scena.



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