CRISI/ Bossi: dobbiamo stare dietro l’Europa. Di Pietro: governo commissariato

- La Redazione

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, si è recato oggi nella residenza di Umberto Bossi a Gemonio per un incontro sulla crisi economica. Le parole di Umberto Bossi

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Bossi, Maroni e Tremonti (Imagoeconomica)

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, questa mattina si è recato nella residenza di Umberto Bossi a Gemonio, per un mini-vertice sulla crisi economica. Presente anche il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, giunto in moto. Un incontro che riporta alla mente i tempi dell’asse di ferro tra Lega Nord e Tremonti che negli ultimi tempi sembrava essersi spezzato.
Al termine dell’incontro Tremonti non ha voluto fare commenti, mentre Umberto Bossi, interrogato sul presunto “commissariamento” dell’Italia ha risposto: «L’importante è che la Bce compri i titoli italiani». Il segretario della Lega Nord ha poi voluto confermare l’esistenza di una lettera inviata dalla Bce e firmata dal presidente Jean-Claude Trichet affinché l’Italia intervenga contro la crisi economica.
«Dobbiamo andare un po’ dietro all’Europa»,  ha detto il Senatur. «Per tanto tempo – ha proseguito – il Paese ha speso più di quanto poteva e un bel giorno la realtà ha preso il treno ed è venuta a trovarci. Ora dobbiamo fare tutte le riforme che stiamo preparando».
All’incontro, per la cronaca, erano presenti altri due esponenti leghisti, appartenenti al cosiddetto “cerchio magico”: il figlio del Senatur, Renzo Bossi, e la pasionaria leghista, Rosi Mauro.

Non è stato chiarito, infine, se si terrà in questa settimana un nuovo Consiglio dei ministri straordinario che discuta dei provvedimenti contro la crisi. I tre ministri presenti a Gemonio oggi, alla domanda dei giornalisti, hanno risposto scuotendo il capo.
Dall’opposizione non si placano comunque le polemiche sul presunto commissariamento del governo. «Da qualche giorno – ha dichiarato il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro – siamo un Paese commissariato e sotto tutela. Non succedeva dalla fine della seconda guerra mondiale e non c’è da esserne orgogliosi. Le istituzioni della Ue e i leader delle principali potenze europee hanno stabilito quanto deve essere pesante la manovra ed entro quando va portata a termine, ma hanno anche indicato le voci di spesa sulle quali intervenire? Le regole della democrazia e della trasparenza esigono che Berlusconi e Tremonti raccontino chiaramente ai cittadini tutto quello che la Ue ha chiesto all’Italia come condizione per salvarla dal fallimento a cui la stava condannando questo governo».



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