CRISI/ Anticipo di bilancio al 2013? Non sarà una passeggiata, soprattutto per le Regioni

- La Redazione

Realizzare l’anticipo del pareggio di bilancio dal 2014 al 2013 non è impresa da poco. Il governo dovrà spostare indietro di un anno tutte le norme incastrandole con quelle già stabilite

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Giulio Tremonti (Foto Ansa)

L’anticipo del pareggio di bilancio dal 2014 al 2013, annunciato venerdì durante una conferenza stampa straordinaria dal Presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, e dal Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, non sarà un gioco da ragazzi.
Al di là degli sforzi sul piano economico, anche la macchina tecnico-organizzativa della politica dovrà ingranare la marcia giusta. Tutte le norme previste dal decreto di luglio andranno infatti anticipate di un anno e incastrate con quelle già previste. Un nodo che non si potrà sciogliere in meno di qualche settimana. Nell’attesa non sono stati convocati dei Consigli dei ministri. Rimangono gli impegni già fissati. Domani, mercoledì, un incontro con le parti sociali e giovedì l’appuntamento in Commissione alla Camera, dove i big del’opposizione hanno annunciato che saranno presenti.
Al lavoro di armonizzazione dell’agenda politica i ministri Giulio Tremonti e Roberto Calderoli che di volta in volta si accordano con i ministri di competenza.
All’orizzonte si intravede però un nuovo problema, di non poco conto. Regioni, Comuni e Province, a cui era già stato chiesto un sacrificio importante, potrebbero subire una nuova “legnata”, con tutte le conseuguenze politiche e a livello dei servizi, del caso.

Sembra meno complesso il cammino per riformare la Costituzione. Le proposte di legge del governo sono state già illustrate: modifica dell’articolo 41 sulla libertà d’impresa e nuovo articolo 81 per prevedere espressamente il vincolo del pareggio di bilancio.
Capitolo a parte per la proposta Calderoli di riforma dell’assetto istituzionale dello Stato: riduzione del numero dei parlamentari e trasformazione del Senato in organismo di rappresentanza federale.



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