LEGA NORD/ Berlusconi si dissocia da Panorama e dall’attacco alla moglie di Bossi

- La Redazione

Berlusconi si è dissociato da un articolo di Panorama che definiva la moglie di Bossi l’anima nera del movimento sorto attorno al Senatur, in grado di condizionarne ogni scelta.

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Silvio Berlusconi e Umberto Bossi in trattativa (Imagoeconomica)

Dopo il giornale, tocca a Panorama. Berlusconi è stato costretto a dissociarsi, ancora un volta, da uno dei giornali di famiglia. In passato gli attacchi dell’allora direttore Feltri contro personaggi come Dino Boffo, l’ex direttore di Avvenire, o Gianfranco Fini, lo obbligarono a prendere la distanze. Almeno pubblicamente. Non è ancora noto, infatti, se Berlusconi si rese conto troppo tardi che una sua ben precisa strategia (usare i media che controlla contro i suoi avversari) gli si fosse ritorta contro o se, semplicemente, Feltri avesse agito in totale autonomia nell’orchestrare le campagne denigratorie.

Sta di fatto che gli unici effetti sortiti furono la perdita di consensi per il governo, nel caso di Boffo, e l’accelerazione della dolorosa separazione di Fli dal Pdl nel caso di Fini.

Pare che ci risiamo. Il settimanale Panorama, con un pezzo intitolato “Lady B, imperatrice della Padania”, e firmato da Cristina Giudici, getta benzina sul fuoco, alimentando i dissapori interni alla maggioranza. L’obiettivo, questa volta, è la Lega. Il partito, secondo chi scrive, è diviso tra i fedeli di Bossi e quelli di Maroni. Questi ultimi imputerebbero alla moglie di Bossi il ruolo del burattinaio. Sarebbe Manuela Marrone, infatti, la vera anima del “cerchio magico”, quel gruppo di persone sorto attorno al Senatur che ne decide la vita e decreta le sorti del partito. La Marrone viene descritta come «l’anima nera del movimento», rea d’aver dato vita al «cerchio magico”, che ha offuscato la vista del Senatùr, segregato il suo corpo, trascinando il movimento sull’orlo del baratro». Non solo: sarebbe lei a nominare sergenti e colonnelli, decidere chi va premiato o punito, e a dettare l’agenda al marito. Una cosa, in particolare, non andrebbe giù ai maroniani: il tentativo di introdurre una successione dinastica, e fare del partito una sostanza propria, da concedere, un giorno, in eredità al “Trota”, il  figlio Renzo.

A stretto giro, ieri, è giunta la replica stizzita dei diretti interessati. Il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli ha  definito l’attacco alla moglie di Bossi «ignobile, inqualificabile, ingiustificato e totalmente privo di senso».

Maroni, dal canto suo, ha fatto sapere di aver avvisato il premier del pezzo, pretendendo da lui rettifiche e chiarimenti. Anche il presidente del Piemonte, Roberto Cota, bolla le accuse come «una cosa ignobile e vergognosa», e si dice convinto che chi mette in dubbio l’unità della Lega lo fa sapendo che questa è la sua forza. Marco Reguzzoni, capogruppo del Carroccio alla Camera, ha, infine, querelato Panorama, il direttore e chi ha scritto l’articolo. Ieri sera Berlusconi, ha fatto sapere che dissente «nel modo più totale da ciò che ha scritto Panorama sulla Lega e sulla signora Manuela Marrone». Ribadendo la sua estraneità ai fatti, e la stima nei confronti delle consorte del capo della Lega, ci ha tenuto a precisare: «è notorio che io non sono mai intervenuto sui giornali da me direttamente o indirettamente influenzati sul piano proprietario».

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