SCENARIO/ Sansonetti: ma quale Berlusconi, i pm hanno ucciso la politica

- int. Piero Sansonetti

Intercettazioni telefoniche, tracciabilità bancaria e una sequenza di controlli che appare ossessiva. PIERO SANSONETTI commenta la questione nell’intervista per IlSussidiario.net

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Silvio Berlusconi e Piero Sansonetti (Foto Imagoeconomica)

Piero Sansonetti è un uomo troppo simpatico. Ed è anche un personaggio troppo libero per la mentalità dominante di questo Paese. Ha appartenuto e ancora appartiene a una sinistra profonda, storica, ma non ha mai rinunciato alla sua libertà di pensiero, in momenti anche più duri di quello in cui viviamo. La prima cosa che ti spiega al cellulare è: «Alla fine mi cacciano tutti. Io vengo cacciato da tutti. Si vede che non vado bene». Ma è il suo spirito libero che conta, non di certo la sua qualifica. E’ nato giornalista e sarà sempre un
giornalista che scrive quello che pensa, senza reticenze. Così come parla, dicendo quello che pensa.

Scusi Sansonetti, ma che cosa ne pensa di questo assedio di controlli da parte di un nuovo potere che è persino difficile individuare ? Intercettazioni telefoniche, tracciabilità bancaria, attraverso bancomat, carte di credito. Vai a comprare un telefonino o un computer e ti chiedono il codice fiscale. Non è un po’ esagerato ?

Diciamo pure che è un’infamia. Stamattina sono andato a comprare un cavetto per l’ I-Phone. A parte che ho scoperto che costa 25 euro, per arrivare alla transazione finale, cioè alla ricevuta, mancava solo che mi chiedessero il numero del piede per la scarpa. Carta d’identità, codice fiscale. Venti minuti per il cavetto dell’I-Phone. Tornando alle intercettazioni non so più che cosa dire.

In che senso ?

Centomila intercettazioni per sapere con chi vai a letto e che tipo di rapporti sessuali hai. Qui stiamo andando fuori di testa ! Ma fate centomila intercettazioni per sapere come hanno abbattuto le Torri Gemelle, se è proprio necessario. Ma per sapere con chi vai a letto e cosa fai mi sembra un fatto
veramente grottesco. C’è un rinculo culturale di 40-50 anni. Sul sesso in particolare, dopo gli anni di quel periodo che si chiamava rivoluzione dei costumi, liberazione dei costumi anche sessuali. Qui c’è chi chiede spiegazioni alla condotta disordinata del premier. Queste sono frasi che mi ricordano il mio primo insegnante di religione.

C’è una sequenza di controlli che sembra ossessiva: tracciabilità bancaria, intercettazioni. Non so se nella manovra è rimasto la documentazioni sui siti del Comuni del reddito personale di ogni cittadino.

Sul reddito potrei anche concordare, se poi si levasse tutto il resto a partire dalle intercettazioni. Il problema reale è che non esiste più un minimo diritto di privatezza, di riservatezza, che poi lede certamente anche la libertà. Sei controllato su ogni cosa. E io su questo ho delle mie idee.

Quali ?

E’ sparita la politica. Di politica non si parla nemmeno più. Il nuovo potere è nelle mani dei tecnocrati che hanno relegato la politica in soffitta. Alla fine di che cosa si discute ? Di sesso. Sui giornali, in televisione, sulla rete. Un delirio. Ma tutto questo accade, a mio parere per la morte della politica.

Sembra di avere di fronte un potere troppo forte, che controlla tutto e non sai bene a chi attribuirlo ?

Beh, le intercettazioni le fa la magistratura. Ma a parte questa considerazione c’è il potere tecnocratico che ha dei tratti mostruosi, che vuole raggiungerti nella tua vita privata, che vuole controllare tutto. E alla
fine la cosa non finirà qui. Si aggraverà.

Per quale ragione ?

Per la crisi che stiamo vivendo e subendo. Questa crisi è nata nelle banche  e lì ristagna. Che i tecnocrati mollino il potere accumulato in questi anni, anche attraverso gli organismi sovranazionali, è impossibile. Noi siamo in balìa di questo sistema. A ben pensarci non so bene se c’è da rabbrividire o da ridere, rispetto a tutto quello che abbiamo passato  come passione politica, confronto di idee, anche dure, lotte appassionate. Ma questa è la realtà che viviamo.

Una volta si ammiravano gli inglesi che non avevano la carta d’identità e gli olandesi che si rifiutavano di prenderla perché era un ricordo dell’occupazione nazista.

Altri tempi e noi eravamo dei bambini.
(Gianluigi Da Rold)

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