CASO COSENTINO/ Oggi il voto: la Lega lascia libertà di scelta

- La Redazione

La Lega canbia atteggiamento sul caso Cosentino, lasciando libertà di voto ai suoi deputati. Oggi in Aula il voto per decidere il suo arresto, l’ira di Maroni

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Nicola Cosentino (Infophoto)

Voto in Aula oggi per decidere se concedere gli arresti al deputato del Pdl Cosentino. Il voto segue infatti la decisione della Giunta sulle autorizzazioni di procedere in tal senso, voto contestato dagli esponenti del Pdl perché arrivato grazie al sì della Lega. La quale, in queste ultime parole, stando a quanto ha detto il proprio leader Umberto Bossi avrebbe fatto un parziale dietro front. Ai deputati della Lega infatti viene concessa libertà di voto, cosa che ha fatto infuriare non poco l’ex ministro degli interni Roberto Maroni sostenitore della linea dura contro Cosentino. Bossi motiva la scelta spiegando che è pericoloso dare via a procedure di arresti nei confronti di membri del Parlamento (“Bisogna stare tranquilli quando si parla di arresti” ha detto), ma lo stesso capo gruppo della Lega in Giunta aveva espresso parere contrario, anche se poi per obbedienza di partito aveva votato a favore della procedura di arresto. Secondo alcune fonti, si sarebbe messo in pista lo stesso Silvio Berlusconi per convincere gli esponenti della Lega a cambiare atteggiamento e quindi votare oggi contro l’arresto del deputato. E’ difficile capire a questo punto come si divideranno i parlamentari oggi in occasione del voto, se la Lega tornerà a far quadrato insieme agli ex alleati del Pdl, che sul caso Cosentino tengono una linea di massima fermezza. Intanto Cosentino ha avuto un colloquio con Silvio Berlusconi dopo il quale ha detto di sentirsi sereno e tranquillo, con la consapevolezza di essere del tutto estraneo ai fatti che gli vengono addebitati. L’onorevole del Pdl è anche intervenuto al programma del direttore di Libero Maurizio Belpietro nel corso del quale ha ribadito di essere innocente. Si tratta di una forzatura enorme, ha detto, quella che è stata messa in atto nei suoi confronti. Non gli è stato neanche concesso, per molto tempo, di venire interrogato: Cosentino chiede di essere giudicato in primo grado invece di essere portato direttamente in carcere come chiedono i giudici. “Sono tutte fantasie costruite da certa stampa. In un comune piccolo ci sono parentele tra tutti. Ma io non ho alcuna parentela diretta con nessuno. Sono sempre stato all’opposizione e non ho mai potuto favorire interessi criminali”.

In ogni caso, comunque vadano le cose, ha detto di non avere alcuna intenzione di dimettersi dal suo ruolo di coordinatore del Pdl nella regione Campania. Per Cosentino, non ci sarebbero mai stati rapporti tra lui ed esponenti della mafia come invece gli viene accreditato.



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