RISULTATO ELEZIONI SICILIA 2012/ Rondolino: le “scuse” di Alfano non reggono

Vince l’alleanza Pd-Udc, ma il risultato sorprendente è quello di Beppe Grillo. Il Pdl esce con le ossa rotte, ma Alfano sostiene il contrario. Il commento di FABRIZIO RONDOLINO

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Il giorno dopo il risultato del voto in Sicilia, come sempre nessuno ammette la sconfitta. Parlando in conferenza stampa nel tardo pomeriggio di ieri, il segretario del Pdl Alfano ha parlato di un centro destra che se avesse corso unito (il riferimento era ai due candidati, quello sostenuto direttamente dal Pdl Musumeci, e Micciché) avrebbe potuto vincere. Ma che anche così, il Pdl è finito poco lontano dal centro sinistra. Sono scuse che Fabrizio Rondolino contattato da Ilsussidiario.net trova piuttosto scarse “Anche il centro sinistra ha corso diviso” dice “e se anche Musumeci e Miccichè avessero corso insieme, quella di Alfano come consolazione mi sembra un po’ magra”. Questo perché, spiega Rondolino, “non si tiene conto del risultato dirompente di Beppe Grillo. Così come straordinario in senso negativo è che più della metà degli elettori non sono andati a votare”.

Alfano dice che il centro destra diviso ha fatto vincere la sinistra. E’ d’accordo con questa analisi del voto?

In realtà anche la sinistra era divisa con Sel e Idv per conto loro. Quello di Alfano mi sembra un argomento un po’ debole. Poi non so, sommando Crocetta e Sel da una parte e Micciché e Musumeci dall’altra chi vince? Il centro destra arrivava al 40% e il centro sinistra al 36? Può darsi. Però se è questa la consolazione di Alfano secondo me è una ben magra consolazione.

Perché?

Il dato dirompente della Sicilia è il voto di Grillo. Uno potrebbe dire ci aspettavamo di più del 18% ma per un partito che partiva da zero come è stato quello di Grillo in un panorama notoriamente complicato come quello siciliano dove il voto di scambio e quello di interesse è molto forte avere il 18% è tantissimo. Così come è un dato straordinario è che più della metà degli elettori non è andata a votare. La divisione del centro destra mi sembra un dettaglio. 

A proposito di Grillo qualcuno ha fatto delle proiezioni dicendo che il 18% in Sicilia significa il 25% a livello nazionale.

Non so bene come sia stato fatto questo conto di sicuro il voto siciliano è più clientelare di quello, faccio per dire, per il parlamento europeo. Alle elezioni politiche il voto di opinione come è quello che viene dato a Grillo, è avvantaggiato rispetto alle elezioni amministrative dove invece contano elementi localistici, però molto dipende da cosa fanno gli altri. Il voto di Grillo è tutto un voto di risulta.

Cioè?

Grillo guadagna voti ogni volta che il parlamento blocca ad esempio la legge taglia spreco delle regioni, blocca la riduzione del finanziamento pubblico dei partiti, ogni volta cioè che la classe politica commette uno dei suoi suicidi politici. Se i partiti continuiamo come hanno fatto fino a oggi questo 25% che viene pensato può diventare anche il 35%.

 

Si pone però il problema della governabilità, in Sicilia e in parlamento. Grillo dice che non fa alleanze con nessuno e Crocetta non è che abbia ottenuto una maggioranza schiacciante.

Crocetta ha detto che cercherà di volta in volta a seconda dei provvedimenti di trovare sostegno. 

 

Ed è una tattica giusta secondo lei?

Non è mica niente di nuovo, si chiama trasformismo e lo ha inventato De Pretis 150 anni fa. Occupiamoci di quello che lui dice il bene comune, chi se ne importa dei partiti, del bene della Sicilia e chi ci sta ci sta. Ma se è vero come io credo sia vero che c’è una crisi della politica, della rappresentanza democratica in Sicilia, questo problema non lo si risolve facendo di nuovo delle ammucchiate o delle maggioranze trasversali o delle compra vendita del voto.  Fai eventualmente degli accordi prima del voto, ad esempio che Crocetta facesse degli accordi con Grillo o con Miccichè o con chi gli pare. Viceversa Alfano facesse l’unità del centro destra. Ma sarebbe un parziale tradimento degli elettori perché hanno deciso un solo governatore e non due.

 

Secondo lei chi è rimasto a casa senza votare chi è, essenzialmente l’elettore del centro destra?

Faranno delle analisi al proposito, però a naso chi non è andato a votare è l’elettore dei centro destra. E questo sempre a proposito di quanto ha detto Alfano è più l’astensione che non la divisione del centro destra che lo ha punito. La Sicilia è regione storicamente di centro destra, prima con la Democrazia cristiana, poi con Forza Italia poi con il Pdl. Grillo i voti se li prende a sinistra anche se è vero che ultimamente sta prendendo voti da ogni parte. 

 

L’Udc a proposito dell’alleanza siciliana con il Pd e della vittoria mette le mani avanti e chiede a Bersani di ripensare l’alleanza con il Sel.

Personalmente mi augurerei una reminiscenza finale di Bersani quasi fuori tempo massimo lasciando stare Vendola e che aprisse invece un tavolo con Casini. Secondo me tanto più quanto Berlusconi torna a fare l’estremista l’asse di centro può garantire non solo una adeguata rappresentanza ma una vittoria. Il problema del nostro Paese è che non esiste più rappresentanza politica per la gente normale, ci sono solo quelli che rappresentano gli estremismi, le arrabbiature anche violente, i no euro, i no tasse i no tutto. 

 

Invece un’area moderata esiste ancora?

C’è sempre in Italia quella che una volta si chiamava maggioranza silenziosa, che oggi sarebbe ben rappresentata da un centro sinistra di questo tipo con il centro fatto non solo di Casini ma anche Montezemolo e altri. Ma naturalmente il prezzo da pagare sarebbe un atto di coerenza politica da parte di Bersani interrompendo una collaborazione con Vendola che non ha nessuna ragione di esistere. Ci può essere benissimo negli enti locali che sappiamo hanno esigenze ognuno diversa dall’altra. Ogni regione fa storia a se, ma il governo del paese è una cosa molto più seria.

 

E Bersani cosa farà?

Se mi chiede qual è la mia previsione credo si continuerà con un Vendola-Bersani sempre più stretti e infilati nell’angolo sinistro del ring e questa area di centro senza leadership o con troppi leader e dall’altra ancora Berlusconi e la Lega contro i tedeschi invasori.

 

Qualche previsione per le primarie del Pdl invece? Alfano non solo non si dimette da segretario ma ha detto ieri che si candida.

E’ veramente difficile dirlo adesso. A buio uno potrebbe dire che Alfano è avvantaggiato in quanto segretario del partito e quindi con un apparato che altri non hanno. Bisogna vedere poi se fanno regole più aperte di quelle del Pd: più gente viene a votare e gli outsider sono avvantaggiati. Seconda cosa fondamentale quanti sono i candidati: un bipolarismo Alfano – Santanchè o se invece si presenta la Mussolini o anche un quasi leghiate un atro ancora. Alfano è ben messo ma è anche malmesso perché la sua politica è sbriciolata anche dopo quello che Berlusconi ha detto di lui sabato scorso. 

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