MANOVRE A SX/ Caldarola: Bersani, meglio col Pdl che alleati di Grillo e Di Pietro

- int. Peppino Caldarola

Per PEPPINO CALDAROLA, la partita tra Partito Democratico e Di Pietro è chiusa, e il centrosinistra deve guardare ai moderati, anche perché non è escluso un Monti bis anche dopo il 2013

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Foto Infophoto

Primarie del Pd allo sprint finale, mentre si intensifica lo scontro tra i due candidati Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani. Il sindaco di Firenze, intervistato in diretta da Tgcom24, ha dichiarato che con le primarie “si fa una battaglia interna leale e vinca il migliore. Se vinciamo noi facciamo le cose che vanno fatte”, ha affermato Renzi, che poi si è chiesto: “Ci sono dirigenti del mio partito che si lamentano delle cose che non vanno, ma hanno fatto i ministri, i parlamentari e allora perché non hanno fatto cose che andavano fatte?”. Ilsussidiario.net ha intervistato l’ex direttore dell’Unità, Peppino Caldarola.

Caldarola, che cosa si aspetta dalle primarie del prossimo 25 novembre?

In primo luogo mi aspetto una decisione certa su chi dovrà guidare il centrosinistra nella campagna elettorale. Mi aspetto inoltre di capire se questa guida sarà nel solco di una tradizione della sinistra, oppure nel solco di una modifica dei suoi connotati.

Lei chi sostiene, Renzi o Bersani?

Io sostengo Bersani, perché ritengo che da un lato abbia un orientamento politico più convincente in quanto propone un’alleanza tra progressisti e moderati. Dall’altra ha l’esperienza di uomo di governo, che lo mette nelle condizioni di fare il premier. Il dibattito politico molto duro di queste settimane può compromettere l’unità del Pd? Il dibattito nel Pd è stato duro soprattutto sul tema della rottamazione. Adesso questo tema perde di forza, perché i due personaggi principali, Veltroni e D’Alema, hanno detto delle cose molto precise sul proprio destino personale. Mentre più passano le settimane e meno emerge con chiarezza qual è la proposta politica di Matteo Renzi. Sarà quindi complicato riempire i prossimi 20 giorni di campagna elettorale per le primarie.

Secondo lei quindi Renzi non ha già più nulla da dire?

Sono convinto che Renzi rappresenti sicuramente una novità politica e che abbia colpito l’immaginario con la sua polemica contro i vecchi. Per quanto riguarda la parte propositiva, abbiamo letto dichiarazioni che fanno parte di un bagaglio culturale che avevamo trovato in Tony Blair e in altre componenti della sinistra liberale. Non rappresentano dunque un patrimonio di novità e soprattutto, sui dossier principali del Paese, penso alla crisi industriale, non abbiamo letto proposte serie da parte di Renzi. Dobbiamo quindi aspettare ancora che Renzi ci dica quello che vuole fare.

Lei quali alleanze auspica per il Pd?

Bersani dovrebbe tenere tra gli alleati sia Nichi Vendola sia i cosiddetti centristi. Si tratta di una galassia a maglie larghe, in cui sono presenti forze diverse. Il miracolo italiano sarebbe fare un’alleanza che magari duri il tempo dell’emergenza tra Bersani, Vendola e Casini.

 

Anche nel Pdl ci sono dei moderati …

 

Noi oggi non sappiamo che cosa accadrà del Pdl. Non sappiamo cioè se avremo di fronte un partito in cui prevarranno le forze moderate o quelle radicali, e con quest’ultimo termine intendo quelle tentate da un nuovo patto con la Lega nord. Bisogna guardare con attenzione a quello che accade in quel mondo, e sicuramente tifare perché prevalgano le forze più moderate e responsabili.

 

Quindi lei non esclude del tutto un’alleanza tra il Pd e la parte più moderata del centrodestra?

 

Non la escludo per la ragione elementare che se il risultato elettorale non desse una vittoria certa a uno schieramento, dovremmo immaginare un’altra stagione in cui il governo si fa nel Parlamento. Il premier in questo caso potrebbe essere lo stesso Mario Monti. Un governo che si fa nel Parlamento avrebbe il compito di raccogliere il sostegno delle forze più responsabili, tenendo conto che nel prossimo Parlamento un grande ruolo lo avranno le forze più legate all’antipolitica, rappresentate dai grillini.

 

Dopo le elezioni, il Pd si potrebbe alleare anche con Grillo e Di Pietro?

 

La partita con Di Pietro è abbastanza chiusa, anche perché Di Pietro esce dalla sua crisi strizzando l’occhiolino a Grillo. Altro sarebbe se Di Pietro capisse le ragioni profonde della sua crisi personale e politica. Siccome stiamo parlando di situazioni abbastanza difficili, che probabilmente avremo di fronte il prossimo anno, è interesse generale che sia a destra sia a sinistra prevalgano le forze più responsabili.

 

(Pietro Vernizzi)

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