SCENARIO/ Buttafuoco: ma quali ex An e scissioni, la destra non esiste più

- int. Pietrangelo Buttafuoco

Per PIETRANGELO BUTTAFUOCO, qualunque ragionamento su eventuali scissioni o ricomposizioni del Pdl deve anzitutto fare i conti con il clamoroso fallimento del centrodestra

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Qualunque mossa, destina il Pdl alla disfatta: se Berlusconi se ne va, e fonda una nuova forza Italia, gli ex An lasciano il Pdl. Non accetterebbero di far parte della “bad company”. Se Berlusconi resta, allora sarà lui a chiedere in cambio, ad Alfano, la loro testa. Dicono che non li possa più soffrire. E che voglia liberarsene. Ma, in entrambi i casi, dove vanno gli ex An? Secondo Pietrangelo Buttafuoco, la verità è semplice a amara: da nessuna parte.

Buttafuoco, secondo quali prospettive si prefigurano?

In un Tweet, riferendomi al nodo Savoia tricolore presente nel simbolo dell’ipotetico nuovo partito di destra, mi sono chiesto se non sarebbe più consono un bel nodo scorsoio.

Ovvero?

E’ finita!

Cosa?

La destra.

Eppure, su queste pagine, lei affermava che la destra è viva, ed è una componente decisamente rilevante della nostra società.

Sì, ma non a livello di partito. A livello elettorale, è morta. Non è neppure più in grado di mettere assieme una domicilio comune, un giornale, una qualsivoglia struttura. Non ha nulla che la possa tenere insieme.

A livello partitico, qualcosa ancora esiste.

Piccoli pascoli finalizzati unicamente al mantenimento, alla gestione e all’amministrazione di piccole carriere personali.

Perché è arrivata a questo punto?

Siamo di fronte ad una catastrofe di proporzioni mai viste, che coinvolge l’intero centrodestra, e sulla quale è inutile teorizzare. Del resto, guardi la perdita di tempo nel decide di indire, nel Pdl, la farsa delle primarie.

Sono saltate, posto che sia la decisione definitiva, perché Berlusconi non le ha volute.

Lui, ovviamente, intenderà difendere i suoi interessi. Ma tutti gli altri? Eppure, sanno tutti perfettamente che  la loro sopravvivenza non coincide con gli interessi di Berlusconi. Dovrebbero decidersi. Partendo dalla considerazione del fatto che la stragrande maggioranza degli italiani non è di sinistra. Ma la destra, politicamente, non è in grado di creare un punto di riferimento a tutti questi italiani. Ripeto: è una catastrofe, ridicola e immane. Tant’è vero che alla sinistra è stato sufficiente non fare nulla.

Cosa intende?

Da quando ancora al suo interno di parlava di un papa straniero, le è bastato rimanere ferma, e attendere lo fascio dell’avversario; e ora si sta prendendo tutto. Non è un caso che non si parla d’altro che di primarie. Sono i protagonisti assoluti. E, in questo, il centrodestra ha cercato pateticamente di imitarla.

Perché, in ogni caso, i vari Gasparri, La Russa, & co. non potrebbero fondare un nuovo partito? O aggregarsi con Storace?

Perché Storace ha già detto che non li vuole.

E il nuovo partito?

Si può mettere in scena una delle più belle tragedie del repertorio classico greco, o una di Shakespeare, magari disponendo perfino di un’ottima compagna. Resta il fatto che non c’è il pubblico.

Immagino che parli degli elettori…

Già. Il centrodestra ha avuto in mano l’Italia. E, benché la colpa non si possa certo attribuire ai poveri Gasparri e La Russa, non è stato in grado di governare. Mentre gli italiani, ben lungi dall’aver scelto il Pdl perché la maggioranza di essi si dice liberale, volevano solo una cosa: che governasse, appunto. Invece, il governo del centrodestra ha rappresentato il più fragoroso e ridicolo dei fallimenti politici. Gli italiani, dopo aver preso atto di questo, come potrebbero rivolerli? 

 

(Paolo Nessi)

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