BERLUSCONI/ Lo spread? Ma che ci importa, è un imbroglio

- La Redazione

Lo spread? “Smettiamola di parlare di questo imbroglio, di spread non si era mai sentito parlare, se non da un anno a questa parte”. Parola di Silvio Berlusconi, intervenuto da Belpietro

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Silvio Berlusconi (Infophoto)

Lo spread? “Smettiamola di parlare di questo imbroglio, di spread non si era mai sentito parlare, se non da un anno a questa parte”. Parola di Silvio Berlusconi, intervenuto questa mattina a La telefonata di Belpietro. “Che cosa ci importa – aggiunge il Cavaliere – degli interessi che il nostro debito pubblico paga a chi investe nei nostri titoli rispetto a quello che pagano gli investitori che investono nel debito pubblico tedesco”. “A noi cosa importa – ribadisce ancora – del differenziale con la Germania? Tutto quello che si è inventato sullo spread è un vero imbroglio. La verità è che si è usato lo spread per cercare di abbattere un governo votato dagli italiani”. Berlusconi torna poi a commentare l’operato del governo Monti: “Non voglio dire che abbia fatto errori”, spiega l’ex premier, ma l’esecutivo ha “purtroppo seguito la politica germano-centrica che l’Europa ha cercato di imporre a noi e altri Stati”. E ritorna a dire che a suo giudizio il governo tecnico “ha portato a una crisi molto peggiore della situazione in cui ci trovavamo quando eravamo noi al governo. Con questo governo il Pil è diminuito di oltre il 2%. Tutti gli indicatori economici sono peggiori di quando eravamo noi al governo. Tutto è peggiorato”. Berlusconi commenta anche l’attuale situazione politica italiana, accennando alla possibilità di cambiare nome al PdL: “Se i membri di An fanno la loro formazione – ha dichiarato -, cade il loro veto e il Pdl può cambiare nome. Pdl è un nome bellissimo, ma non si parla di Popolo e libertà, bensì si usa l’acronimo”. Quindi, aggiunge, “sottoporremo alla direzione nazionale un altro nome o la possibilità di mantenere il nome e presentarci con il glorioso simbolo di FI”. Con il Porcellum come legge elettorale, ha detto, “si sommano i voti dei gruppi della coalizione, quindi avere due gruppi divisi e omogenei potrebbe essere positivo”. “Amichevolmente, con stima reciproca, parliamo della possibilità di un gruppo formato da protagonisti politica con storia di destra. Di fatto lo spacchettamento del Pdl porterebbe a prendere più voti”. Intanto il Cavaliere fa sapere che stasera si vedrà con Maroni, “parleremo della possibilità di alleanza nazionale. E da questo discenderà la possibilità di un’alleanza in Lombardia”. 

“Il 50% di candidati abbiamo deciso che verrà dal mondo delle imprese, il 20% sarà preso dalle amministrazioni locali dove c’è chi si è comportato bene e ha dimostrato di saper lavorare, un 10% dal mondo della cultura e un altro 10% sarà preso tra i parlamentari attuali”, ha poi poi rivelato Berlusconi.

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