SCENARIO/ Ecco perché la Germania si divide tra Monti e Bersani

- int. Tobias Bayer

TOBIAS BAYER ci spiega perché la ridiscesa in campo di Berlusconi e le sue affermazioni spensierate sullo spread spaventano la Germania sul fronte della stabilità dell’Eurozona  

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Angela Merkel

«È come in un film dell’orrore: i morti viventi ritornano» (Deutschlandfunk, radio pubblica); «con quel suo particolare mix di arroganza, volgarità e criminalità fiscale non avrebbe fatto carriera in nessun altro Paese del mondo» (Frankfurter Rundschau, quotidiano); «Mario Monti ha messo in campo per le riforme che hanno consentito un ritorno della fiducia degli investitori nell’Italia (ieri, ndr). Gli italiani voteranno in modo giusto (oggi, ndr)» (Angela Merkel). «non  accetteremo che la Germania sia fatta oggetto di una campagna elettorale populista» (Guido Westerwelle, ministro degli Esteri). Insomma, l’hanno presa bene, i tedeschi, la sesta ridiscesa in campo di Berlusconi, e le sue affermazioni sul fatto che lo spread è un imbroglio costruito per far cadere il suo precedente governo. Abbiamo chiesto a Tobias Bayer, giornalista tedesco, come l’opinione pubblica del suo Paese sta percependo la convulsa fase italiana.

La Germania teme che la ricandidatura di Berlusconi possa mettere a rischio l’Italia?

Per la politica tedesca, Silvio Berlusconi è una persona non gradita. Berlino pensa che il Cavaliere sia responsabile di un decennio di stagnazione dell’economia italiana. C’è anche un aspetto personale. Per la cancelliera Merkel, Berlusconi non è un partner affidabile. La sua reputazione, grazie alle feste ad Arcore, è pessima. Il governo tedesco teme che gli investitori perdano la fiducia in Italia se Berlusconi diventasse il presidente del consiglio. In sintesi: la Germania vede un ritorno di Berlusconi con grande preoccupazione. Potrebbe essere una minaccia per l’Italia e per il progetto europeo.

La situazione italiana potrebbe destabilizzare l’Eurozona determinando, magari, effetti negativi sulla stessa Germania?

Certo. Se gli investitori perdessero fiducia nell’Italia e lo spread salisse, tutta l’Eurozona sarebbe in pericolo. L’Italia è “too big to fail”. L’economia italiana con il suo debito pubblico di 2000 miliardi è troppo grande per essere salvata dagli altri paesi. Gli effetti negativi della crisi sulla Germania si vedono già. In ottobre, la produzione industriale tedesca è scesa del 2,6%. Negli ultimi dodici mesi il calo si è attestato al 3,7%. La Bundesbank prevede una crescita del Prodotto interno lordo del solo 0,4% nel 2013. La Germania sta soffrendo, l’impatto della crisi è notevole.

Sembra che la Germania sarebbe preoccupata anche se fosse Bersani a vincere le elezioni  e diventare premier. E’ così?

Bersani non è così conosciuto in Germania. Alcuni commentatori però hanno dei dubbi. Secondo loro, non ha sostenuto abbastanza le manovre di Monti. Lo vedono come un amico dei sindacati che blocca riforme necessarie come la riforma del mercato di lavoro. Certamente la Merkel preferirebbe un Monti-bis. Invece il partito socialdemocratico, la Spd, sarebbe felice se fosse Bersani a entrare a Palazzo Chigi.

 

C’è qualcuno che non sia Mario Monti che la Germania vedrebbe di buon occhio come premier italiano?

 

Per la stampa tedesca, Matteo Renzi ha un certo fascino. Assomiglia a un giovane Tony Blair. La parola “rottamazione” non è simpatica, ma il sindaco di Firenze emana un’energia, un brio che manca a Bersani. Come imprenditore, Luca Cordero di Montezemolo è molto apprezzato in Germania. È un buon venditore del “Made in Italy”. Se Montezemolo scendesse in campo, potrebbe essere un candidato che i tedeschi vedrebbero di buon occhio. Il presidente della Ferrari è fortunato: i tedeschi non conoscono Maurizio Crozza e il partito “Italia dei Carini”.

 

La Germania cercherà di far vincere il “suo” candidato? 

 

Il governo tedesco farà attenzione. La cancelleria Merkel ha imparato la lezione dopo le elezioni in Francia. Lei aveva sostenuto Sarkozy ed è stata molto criticata per il suo comportamento. Berlino cercherà di impedire il ritorno di Berlusconi in una maniera indiretta. Condannerà una campagna elettorale populista e anti-tedesca. Peer Steinbrück, ex-ministro delle finanze e il candidato della Spd nel 2013, non è così vincolato. Magari si presenterà con Bersani: un colloquio fra i due politici è probabile.

 

(Paolo Nessi)

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