IL CASO/ Briguglio (Fli): il Movimento 5 Stelle è fuori della Costituzione. Grillo come Berlusconi

Beppe Grillo come Silvio Berlusconi? E’ quanto sostiene CARMELO BRIGUGLIO di Futuro e Libertà: siamo davanti alla stessa mancanza di democrazia interna ai partiti

13.12.2012 - int. Carmelo Briguglio
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Beppe Grillo (Infophoto)

Le epurazioni all’interno del Movimento Cinque Selle hanno delle similitudini con quella operata da Berlusconi ai danni di Fini? Il partito personale e padronale come è stato spesso definito il Pdl trova nuova incarnazione nel movimento di Beppe Grillo? Ci sono certamente analogie: lo spiega a ilsussidiario.net l’onorevole Carmelo Briguglio. “Il Movimento Cinque Stelle è fuori della Costituzione italiana: fra Grillo e Berlusconi non so per chi propenda di più la bilancia in termini di mancanza di democrazia interna ai partiti”. Le analogie con il Pdl di Berlusconi in questo senso, aggiunge, ci sono tutte: “Mi auguro che il Pdl imploda e che trovi finalmente una nuova identità che faccia a meno di Berlusconi, il quale si trova contro l’Europa intera”.

Grillo ha cacciato Favia e Salsi dal Movimento Cinque Stelle, ci sono analogie con la cacciata di Fini da parte di Berlusconi?

E’ importante ricordare sempre quanto dice la Costituzione, e cioè l’articolo 49 dove viene detto che tutti i cittadini e io ci aggiungo anche i grillini, hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. Detto questo, per me il Movimento Cinque Stelle è fuori della costituzione.

In che senso?

Non c’è un metodo democratico nella vita interna di quello che è un non partito e che ha un non statuto come ama dire lo stesso Grillo. E’ importante per la vita nostra della comunità civile che Grillo rientri nei ranghi della vita costituzionale.

Ci spieghi meglio questo suo punto di vista.

Non si possono fare le cosiddette parlamentarie con metodi che se ci fossero stati degli osservatori internazionali non avrebbero ammesso. C’è un fortissimo rischio della manipolazione di un sistema di designazione di candidati al Parlamento nazionale e quello che è più grave c’è una repressione aperta del dissenso che per cui fra Grillo e Berlusconi non so per chi propenda di più la bilancia in termini di mancanza di democrazia interna ai partiti. 

Un giudizio forte il suo.

Il Movimento Cinque Stelle è a un bivio tra essere una formazione politica democratica o una formazione politica fuori della Costituzione. Questo è un problema molto serio: non vogliamo criminalizzare nessuno, la sua espressione è legittima, ma mostra delle crepe molte gravi. Una sorta di forma dittatoriale con un duopolio Grillo-Casalegno che sostanzialmente impedisce che ci sia una vera vita democratica al suo interno. E’ qualcosa che assomiglia più a una setta che a un partito e questo è un problema per tutti.

Non ha però chiarito se reputa quanto stia succedendo analogo a quanto successo tra Fini e Berlusconi.

Dal “che fai mi cacci” a “ti caccio”, siamo davanti a un passo simile. Io auspico che ci siano degli aderenti al movimento che si ribellino e che facciano anche venire a galla questo modo di essere nel loro movimento che alla fine sta dimostrando di essere un partito personale com quello berlusconiano. Dicano le cose come stanno: ogni giorno vedo un maggior numero di dissensi e denunce da parte di aderenti al Cinque Stelle. Si tratta di un partito personale e padronale come il Pdl di Berlusconi: speriamo abbia una evoluzione democratica perché le regole devono valere per tutti.

 

Lei su twitter ha scritto una frase emblematica: “Berlusconi si ritiri per bene dell’Italia, imiti personalità come Kohl, Tatcher, Blair…”.

 

Berlusconi può essere accusato di tutto tranne che una cosa di essere cioè uno sprovveduto. La sua carriera imprenditoriale e anche politica dimostra il contrario anche nell’ottica di capire fin dove si può spingere e anche nella tutela di se stesso e della sua sfera personale ed economica. Io credo che in queste ultime ore sia indotto a pensare di fare un passo indietro. Rischia di far isolare anche nella prospettiva che io ritengo assolutamente remota per non dire impossibile di vincere le elezioni l’Italia procurandole un grave danno. 

 

Chi ritiene sia maggiormente impaurito della sua candidatura?

 

La reazione del Partito popolare europeo che di fatto ha disconosciuto questa azione di Berlusconi la dice lunga. Quel Berlusconi che recitava un ruolo importante nell’ambito del Ppe è un lontano ricordo. Ci sono osservatori che hanno ipotizzato che possa essere a sua volta cacciato. Solo questa ipotesi ci fa capire quanto grave sia considerata la sua candidatura e come viene vista all’estero dalle cancellerie, dagli ambienti della Ue questa discesa malaccorta per la sesta volta.

 

A questo punto, secondo lei cosa resta del Pdl?

 

Io spero ci sia una implosione del Pdl perché ci sono aree delle dinamiche che riguardano i cattolici, Alemanno e altri ambienti ad esempio buona parte del gruppo guidato da Mario Mauro della delegazione italiana al Parlamento europeo e quindi a maggior contatto con il Ppe che stanno pensando di lasciare un Pdl che ormai è nella deriva personalistica e populistica che gli ha definitivamente impresso Berlusconi. Vorrei però ricordare e che venga riconosciuto a Fini e anche per certi versi Casini in tempi diversi e con modalità diverse di aver previsto questa deriva la quale è un danno per tutto il paese. 

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