SCENARIO/ Mauro: Berlusconi, le parole non bastano. Noi e il Ppe con Monti

Che scenari apre l’incontro di ieri del Partito Popolare Europeo a cui hanno partecipato Berlusconi, Mario Monti e Angela Merkel. Ne parla l’europarlamentare MARIO MAURO

14.12.2012 - int. Mario Mauro
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Mario Monti (Infophoto)

Si riunisce il vertice del Ppe, il Partito popolare europeo, e arriva la grande sorpresa di vedere nella stessa riunione il Presidente del Consiglio dimissionario, Mario Monti, e l’ex Presidente Silvio Berlusconi che, con una serie di acrobatiche dichiarazioni, è riuscito nello stesso tempo ad abbreviare i tempi della legislatura del “governo dei tecnici”, a ridiscendere in campo e a offrire la leadership dei moderati italiani allo stesso Monti. Berlusconi ha ripetuto anche all’uscita della riunione che, se Monti si candida a capo dei moderati italiani, lui si ritira. Berlusconi dovrebbe, il condizionale in questi casi è veramente d’obbligo, lasciargli la strada libera come leader e, si può supporre, come premier.
A presiedere questa riunione di grande interesse, soprattutto dopo gli attacchi arrivati a Berlusconi da molte forze politiche europee per la sua ridiscesa in campo e per le critiche all’Europa a trazione tedesca, c’era anche l’europarlamentare Mario Mauro, membro dell’Ufficio politico del Ppe.

Scusi Mauro, che significato si può dare alla presenza contemporanea di Monti e Berlusconi a questa riunione del Ppe?
Il significato mi sembra molto chiaro. Il Ppe investe su Mario Monti, lo ritiene una risorsa, un personaggio che può offrire un esempio di europeismo e in grado soprattutto di offrire un orizzonte nella politica italiana in una fase molto caotica, dove a sinistra ci sono idee sbagliate e a destra ci sono idee confuse.

Senza voler sollevare “polveroni” o avere retro-pensieri, la presenza di Silvio Berlusconi è stata una reazione difensiva agli attacchi che lei stesso e il Presidente del Ppe avete fatto l’altro giorno, oppure è un’azione di disturbo all’asse Monti-Ppe che potrebbe nascere?
Ma guardi, io e il Presidente del gruppo parlamentare del Ppe abbiamo voluto ribadire i concetti fondamentali dell’europeismo, della difesa dell’euro, della costruzione dell’Europa e quindi della battaglia da svolgere contro forme di populismo che sono in atto. Abbiamo ricordato e sottolineato i capisaldi della nostra politica. Questa riunione è un aiuto nei confronti dello stesso Pdl. Mario Monti con la sua presenza riaccredita il Pdl.

Facciamo allora questa altra domanda: Berlusconi candida Monti per affossarlo oppure ci crede sul serio?
Berlusconi è stato preso sul serio nelle sue dichiarazioni, ma ora bisogna passare al lavoro, occorre lavorare per creare una prospettiva, un orizzonte di questo tipo. Le parole non sono sufficienti.

Mi scusi la domanda piuttosto diretta: lei è ancora dell’idea di uscire dal Pdl? Nel caso lei uscisse fonderebbe un nuovo soggetto politico? E con chi? Chi del Pdl la seguirebbe?

Non mi sono mai mosso per dividere, ma per unire. Il problema è quello di trovare un catalizzatore. In questi giorni c’è la possibilità di discutere, di avere tra noi tutti dei chiarimenti. 

Il Presidente della Lombardia, Roberto Formigoni condivide la sua idea (anche lui ha parlato di Monti leader del centrodestra). E Maurizio Lupi è rimasto in silenzio. Che cosa ne pensa Lupi? 
Ma certamente tra amici ci sono idee che sono condivise. Io credo proprio che siano d’accordo. 

Diciamo così: il nuovo soggetto che si sta creando con chi si allea? Con Montezemolo, con l’Udc, con Giannino? Monti si candiderà o darà solo il nome allo schieramento? 
Le risponderò in questo modo: vedo molte scialuppe in mare, ora occorre dare vita a un cantiere per una grande nave. Alla seconda parte della domanda non so proprio rispondere. 

(Gianluigi Da Rold)

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