LEGHISMI/ Moncalvo: Maroni più Tremonti uguale nuova Dc, ma gli elettori diranno no

- int. Luigi Moncalvo

La Lega e la lista di Giulio Tremonti, forti di una “visione comune sulle cose da fare per il nostro Paese”, siglano un’alleanza in vista delle elezioni. Ne parliamo con LUIGI MONCALVO

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Roberto Maroni e Giulio Tremonti (InfoPhoto)

La Lega e la lista di Giulio Tremonti, forti di una “visione comune sulle cose da fare per il nostro Paese”, siglano un’alleanza in vista delle prossime elezioni regionali e politiche. Ad annunciarlo è lo stesso segretario federale del Carroccio, firmatario del manifesto stilato dall’ex ministro dell’Economia che, come ha spiegato Maroni, “contiene un programma di azione politica che vogliamo realizzare”. Tremonti e il suo movimento politico, ha spiegato ancora il numero uno di via Bellerio, “hanno l’ambizione di raccogliere consenso in tutte le regioni italiane. Il consenso sarà ampio soprattutto al di fuori delle regioni del Nord”. Il segretario della Lega ne è convinto, anche perché “i sindaci rimpiangono Giulio Tremonti. L’Anci ha proclamato un’azione che non ha precedenti nella storia repubblicana come le dimissioni di massa dei sindaci. Questo non era mai successo sotto il governo di Silvio Berlusconi”. Si allontana dunque un’alleanza col Pdl, a cui però Maroni non chiude definitivamente. Il problema, ha detto, è che ormai “non si sa più con chi parlare. Il Pdl adesso è uno, nessuno e centomila”. Un’intesa può anche esserci, ha quindi aggiunto, ma “soltanto sul mio programma che prevede la creazione dell’euroregione del Nord e che il 75% delle tasse restino sul territorio. Questo – ha concluso Maroni – è il programma della Lega Nord per la Lombardia e per le elezioni nazionali”. Insieme a Luigi Moncalvo, ex direttore de La Padania, commentiamo quanto accaduto oggi.

Secondo lei qual è il piano di Maroni?

Credo che Maroni voglia tentare di creare una sorta di nuova Democrazia cristiana, credendo però che i militanti e gli elettori della Lega siano corti di memoria.

Come mai?

Perché basta andare a osservare la biografia di Tremonti per capire con chi si sta alleando davvero Maroni. Tremonti ha fatto parte di tutte quelle situazioni e decisioni legislative che a parole vengono continuamente osteggiate dalla Lega.

Quali per esempio?

Possiamo citarne qualcuna: Tremonti ha voluto la cordata dell’Alitalia nel tentativo di salvare anche Malpensa, con i risultati che tutti conosciamo. Tremonti è di fatto l’inventore di Equitalia, visto che il provvedimento di legge che la istituisce, del 2005, è firmato da lui e Berlusconi. Tremonti è membro del gruppo Bilderberg, cui ha partecipato nel 2011 insieme a Mario Monti, acerrimo nemico della Lega. Potremmo citare altri tantissimi episodi, compreso quello dell’affitto dell’appartamento pagato da Milanese, aspetto su cui la Lega dovrebbe essere sensibile, ma a questo punto mi sembra chiaro di che tipo di alleanza stiamo parlando.

Cosa sta facendo dunque Maroni?

Credo che per diventare presidente della Lombardia stia facendo di tutto per affossare definitivamente la Lega, un partito che avrebbe invece bisogno, come ho già detto in passato, di una sola e semplice iniziativa per cercare di recuperare un po’ di voti di un centrodestra completamente orfano: dovrebbe solamente ritirare subito i suoi deputati e senatori per dare un forte segnale di protesta e discontinuità. E’ però solo un’utopia sperare, o addirittura pensare, una cosa del genere.

Come mai Maroni non si allea col Pdl?

Credo che questa alleanza con Tremonti sia proprio un modo per inviare un avvertimento a Berlusconi che, come è noto, detesta l’ex ministro dell’Economia, considerato un traditore, tra coloro che fece cadere il suo governo. La mossa di Maroni, quindi, ha come obiettivo quello di dare una mossa al Pdl usando Tremonti come merce di scambio. Non possiamo infatti escludere che, nel caso in cui poi Berlusconi si avvicinasse davvero, Maroni possa rinnegare il patto con Tremonti.

Che vantaggi porterebbe Tremonti a Maroni?

Diciamolo chiaramente: Tremonti non porta alcun voto, quindi è un alleato totalmente sbagliato in vista delle elezioni. Questo mi convince ancora di più del fatto che tale alleanza sia solamente uno specchietto per le allodole rivolto al Pdl: quale leghista potrà dimenticare il passato di Tremonti e accettarne il manifesto politico? Il problema è che, se va avanti così, alle elezioni regionali Ambrosoli vincerà direttamente al primo turno, senza neanche bisogno del ballottaggio.

Maroni ha anche detto che molto probabilmente in Lombardia non si faranno neanche le primarie di coalizione. Cosa ne pensa?  

Non mi stupisce affatto. Le primarie di coalizione in Lombardia sarebbero state legate a quelle nazionali, ma il problema è che dopo aver visto quelle del Pd sarà impossibile farle alla stessa maniera. O si fanno come le sta facendo Grillo oppure si rischia solamente di fare una gran brutta figura. Si parla poi di primarie “di coalizione”, ma quale? Al momento non esiste alcuna coalizione, almeno finché il Pdl non deciderà di farsi vedere.

 

(Claudio Perlini)   

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