CASO MILLS/ Pecorella: giusta la prescrizione, le invenzioni dei pm su Berlusconi non erano credibili

- int. Gaetano Pecorella

Per GAETANO PECORELLA, “era manifesto che la prescrizione nel caso Mills si fosse già verificata. I pm hanno costruito delle ipotesi che giuridicamente non stanno in piedi”

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Si è concluso con la prescrizione il processo per il caso Mills che vedeva come indagato Silvio Berlusconi. Il Cavaliere è stato prosciolto dalle accuse di corruzione in atti giudiziari dai magistrati della decima sezione penale di Milano. Il processo è durato in tutto cinque anni. I giudici riuniti in camera di consiglio hanno valutato che non ci fosse né l’evidenza della colpevolezza né l’evidenza dell’innocenza di Berlusconi. La richiesta dell’accusa era una condanna a cinque anni di carcere per il Cavaliere. I pm sostenevano che fosse impossibile indagare il legale britannico David Mills a partire dal 1995, perché all’epoca non era ancora emersa l’ipotesi che Mills avesse costruito delle società offshore utilizzate da Fininvest falsificando documenti a favore del gruppo. I giudici hanno però ritenuta infondata quest’ultima argomentazione dell’accusa finalizzata a evitare la prescrizione. Ilsussidiario.net ha intervistato Gaetano Pecorella, politico e avvocato, nonché legale nel processo All Iberian nel corso del quale Mills fu chiamato a testimoniare sul conto di Berlusconi.

Avvocato Pecorella, ritiene giusta la sentenza di prescrizione per il processo Mills?

Era evidentemente manifesto che la prescrizione si fosse già verificata. Dal punto di vista della corretta applicazione delle norme sulla prescrizione la sentenza è sicuramente giusta. Nel merito, non essendo difensore non conosco tutti i risvolti che hanno portato a ritenere che non fosse evidente che il reato non sussiste. La prescrizione si applica infatti quando manca l’evidenza che il reato sussista.

Qual è il suo giudizio sulla polemica sulla data a partire dalla quale calcolare la prescrizione? I giudici l’hanno calcolata bene?

Secondo me il caso Mills era già prescritto da tempo, perché i pm hanno costruito delle ipotesi che giuridicamente stanno poco in piedi. Per esempio, la pubblica accusa ha sostenuto che il reato di corruzione si sarebbe consumato nel momento in cui sono stati prelevati i soldi in banca, e non nel momento in cui sono arrivati. Il giudice però alla fine ha riconosciuto che il reato era prescritto, come ha sempre affermato la difesa.

Possiamo dire che Berlusconi è colpevole, ma solo perché il reato è prescritto non viene condannato?

No, possiamo dire che non è evidente che Berlusconi è innocente. C’è discrepanza con la sentenza che condannava Mills come corrotto? Bisognerà leggere le motivazioni di questa sentenza, ma ricordo che anche Mills è stato prescritto in Cassazione. Occorrerà quindi vedere se le motivazioni riterranno che vi siano elementi per configurare la corruzione ma che sia stata ugualmente applicata la prescrizione, o se vi siano invece elementi per dire: “Non possiamo assolvere perché comunque il reato è prescritto e ci manca l’evidenza dell’innocenza”.

 

Mills ha cambiato più volte la sua versione dei fatti. Secondo lei qual è stato il vero motivo del suo comportamento?

 

Mills può avere mentito nella prima o nelle successive deposizioni. Inizialmente può avere fornito una certa versione dei fatti perché in quel momento era sotto la pressione giudiziaria, o può avere detto la verità in seguito perché finalmente ha capito di avere accusato ingiustamente Berlusconi per proteggersi dai suoi problemi fiscali.

 

Dopo questa sentenza, Berlusconi esce rafforzato o indebolito dal punto di vista politico?

 

Dopo questa sentenza non è cambiato assolutamente nulla nel ruolo politico di Berlusconi. Il Cavaliere è passato attraverso tutti i processi e ne è sempre uscito senza conseguenze sul piano politico. I problemi politici di Berlusconi sono politici e non giudiziari.

 

Quale sarà in futuro il ruolo politico di Berlusconi?

 

Questo dipende da troppe variabili per poterlo dire ora. Certamente il Popolo della Libertà si identifica ancora con Berlusconi, quindi il ruolo politico del Cavaliere corrisponde al ruolo che in futuro potrà avere il Pdl.

 

Nei processi sulle tangenti alla Guardia di finanza e All Iberian, Mills fu un testimone favorevole o contrario a Berlusconi?

Nel processo All Iberian, Mills era il testimone del pubblico ministero a carico di Berlusconi. Io partecipai come avvocato. Mills fu utile al pm, tanto è vero che è citato nelle sentenze per avere ricostruito certe vicende economiche. Mills raccontò com’era il sistema economico estero che faceva capo alle società All Iberian, collegate al sistema economico di Berlusconi. In questo senso Mills non è stato né un testimone favorevole né uno sfavorevole, ma semplicemente un teste che ha dato delle notizie.

 

Ritiene che la sentenza Mills possa avere ricadute sugli altri processi ancora aperti e che vedono coinvolto Berlusconi?

 

Assolutamente no. Ogni processo ha una storia a sé.

 

Questa prescrizione quindi non porrà fine all’accanimento giudiziario contro il Cavaliere?

 

Io personalmente non ho mai parlato di accanimento giudiziario. I processi si fanno, si vincono o si perdono, sono o meno fondati. Dopo di che i processi in corso andranno avanti, e ci saranno ipotesi di prescrizione, di assoluzione, speriamo non di condanna, ma non è che ciò che è accaduto oggi avrà qualche influenza sul futuro.

 

E’ un fatto che finora Berlusconi non è mai stato condannato in via definitiva. Secondo lei che cosa significa?

 

Significa che non si possono prendere fatti che risalgono a 15 anni fa, e fare i processi oggi, perché altrimenti vanno in prescrizione. Riprendendo certe vicende a distanza di tempo solo perché l’imputato è diventato presidente del consiglio, si ottiene come unico effetto quello di buttare via un sacco di soldi.

 

(Pietro Vernizzi)

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