INTESE/ Fioroni: un patto col Pdl? Non ci fidiamo. Ma se Berlusconi fosse sincero…

- int. Giuseppe Fioroni

Se, effettivamente, Berlusconi avesse teso la mano al Pd senza doppi fini, secondo GIUSEPPE FIORONI un’intesa sulla legge elettorale – ma non solo – sarebbe possibile

Berlusconi_ContaR400
Foto Imagoeconomica

Statista o impostore? Molti, sarebbero pronti a giurare sulla seconda. Magari, lasciandogli il beneficio del dubbio. Sta di fatto che, comunque s’intenda l’intervista rilasciata dall’ex premier Berlusconi ieri, a Libero, alcune dinamiche sembrano destinate a cambiare. Ci sono smottamenti in vista. Come interpretare, infatti, la richiesta di un’alleanza col Pd per riformare la legge elettorale (ma non solo) nel segno di una soglia di sbarramento così alta da non far entrare nessuno in parlamento, tranne i due partiti maggiori? Si direbbe che Berlusconi sia deciso a scaricare la Lega (per non parlare dell’Udc), dopo che la Lega non perde da settimane occasione per prendere le distanze da lui. Niente di meglio di un “inciucio” col Pd, quindi, per consumare la propria vendetta, precludendole, in futuro, Montecitorio e Palazzo Madama. Abbiano chiesto a Beppe Fioroni che atteggiamento adotterà il Pd. 

Berlusconi vi tende la mano. L’accetterete?

Ci siamo abituati a un Berlusconi che dice una cosa, ne pensa un’altra e ne fa una terza ancora. Qualora avesse cambiato abitudine e ci fosse una coincidenza tra ciò che pensa, ciò che dice e ciò che fa, innegabilmente l’intervista segnerebbe (ma sottolineo: apparentemente) l’abbattimento dello stereotipo in cui ha vissuto fino ad oggi: “sono tutti comunisti”.

Che tratti potrebbe assumere la nuova, eventuale, fase?

La terza Repubblica si dovrà basare su forze che non identifichino la loro ragion d’essere nella contrapposizione o in un nemico d’abbattere, ma in un confronto serrato tra chi mette in campo i progetti migliori per salvare gli italiani.

Quindi, secondo lei, Berlusconi è sincero?

C’è da chiedersi se intenda aprire alla forze politiche che sono maggioranza numerica in Parlamento per poi coinvolgere anche le altre forze politiche o se stia adottando un doppio linguaggio finalizzato a ulteriori divisioni. Ovvero, se intenda raggiungere un’intesa tra i partiti più grandi per far pagare il conto a tutti gli altri.

In tal caso, accettereste egualmente un confronto privilegiato sulla legge elettorale?

La nostra risposta sarebbe: “no grazie”.

Quindi, come valuta la proposta di Berlusconi di elevare, e di parecchio, la soglia di sbarramento?

E’ inficiata dalla doppiezza di cui parlavo prima. La soglia di sbarramento deve essere compatibile con la lotta alla frammentazione, ma non può imporre surrettiziamente il bipartitismo.

A quali condizioni sareste disponibili a trattare?

Dobbiamo partire dal presupposto che l’intesa vada ricercata, anzitutto, tra Pd, Pdl e Terzo Polo; a quel punto occorrerà confrontarci con l’opposizione.

Su che punti valuta possibile un accordo?

Modifica dei regolamenti parlamentari, riduzione di deputati e senatori, bipolarismo tendente al sistema proporzionale nell’attribuzione dei seggi, preferenze e superamento del bicameralismo perfetto.

Lei per che sistema opterebbe?

Sarei per il mantenimento del sistema bipolare con progressivo recupero di spazio proporzionale; il cittadino, inoltre, dovrebbe poter scegliere il proprio eletto con le preferenze; non solo: per svelenire il clima dovrebbe aver facoltà di votare, oltre al candidato del proprio partito, uno del partito avverso, sulla falsariga del sistema australiano. 

E’ possibile un accordo sulla giustizia?

La riforma della giustizia, con il governo Monti, è oggettivamente possibile. Tuttavia, se significa procedere con colpi di mano come con l’emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati, diventa complicato garantire il risultato. In ogni caso, qualunque riforma necessiterà del ministro Severino in un ruolo da protagonista e non da semplice notaio.

(Paolo Nessi)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori