SPENDING REVIEW/ Galletti (Udc): il taglio delle province non basta a risolvere i problemi

- int. Gian Luca Galletti

Il Consiglio dei ministri affronta il tema della spending review: tra le altre cose anche l’abolizione delle Province. Secondo l’onorevole GIAN LUCA GALLETTI, un passaggio ineludibile

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Oggi il Consiglio dei ministri è chiamato ad affrontare la questione della cosiddetta “spending review”, il taglio e la revisione cioè della spesa pubblica. Un passaggio importante, molto atteso dopo i sacrifici a suon di tasse per il cittadino, quello di un sacrificio anche per la struttura stessa dello Stato. Tra gli argomenti inclusi in questa discussione anche il famoso taglio delle Province invocato da anni, ma mai realizzato nonostante tante promesse elettorali. La Bce addirittura si è spinta a dire che accorpare le Province “sarebbe l’unica vera misura di taglio dei costi della politica”. Non è del tutto d’accordo l’onorevole Galletti dell’Udc, sentito da IlSussidiario.net, che sebbene dica che il suo partito ha sempre sostenuto l’idea di taglio delle province, esso non basterà a risolvere i problemi dell’Italia. «È importante – ha detto – non pensare che si risolvono i problemi dell’Italia abolendo le Province. Si tratta di un passaggio indispensabile, ineludibile, ma da solo non è sufficiente». Per Galletti, poi, dietro alla non avvenuta realizzazione di tale progetto, c’è un solo responsabile: la Lega, che «ha protetto le Province così come ha protetto le ex aziende municipalizzate, così come ha impedito di effettuare una serie revisione dei conti dello Stato. La Lega direi che è la maggior responsabile dell’attuale difficoltà economica dell’Italia».

Onorevole, oggi si affronta tra le altre cose anche l’abolizione delle Province. Pensa che sarà la volta buona?

Noi dell’Udc siamo stati gli unici che quando l’abolizione delle Province è arrivata in Parlamento abbiamo votato coerentemente per questa abolizione. Oggi noi non abbiamo cambiato idea. Riteniamo che questo sia un passaggio indispensabile, poi è chiaro che la spending review non si esaurisce nell’abolizione delle province. Certamente ne rappresenta un passaggio importante.

Secondo lei, dal punto di vista politico, è corretto dire che dietro la mai avvenuta abolizione delle Province ci sia stato il veto della Lega?

E’ assolutamente vero. La Lega ha protetto le Province, così come ha protetto le ex aziende municipalizzate, non solo quelle del nord, così come ha impedito di effettuare una serie revisione dei conti dello Stato. La Lega direi che è la maggior responsabile dell’attuale difficoltà economica dell’Italia. Stupisce, anzi direi quasi disgusta, il fatto che oggi per coprire le proprie spese pazze – chiamiamole così – sia proprio la Lega a invocare l’obiezione fiscale, la causa principale della pressione fiscale così alta.

Perché questo comportamento della Lega? Solo per motivi elettorali?  

Per motivi elettorali e di protezione corporativa sia della propria rappresentanza che siede nei consigli provinciali che degli amministratori nominati nei consigli delle ex municipalizzate. Una politica corporativa, quella della Lega.

Se le Province verranno realmente abolite, come verranno ripartiti i compiti che esse svolgono attualmente?

Dico una cosa banale, ma vera: vanno ripartiti d fra comuni e regioni. Alcune deleghe provinciali andranno agli uni, altre agli altri come è giusto che sia. E’ importante però non pensare che si risolvono i problemi dell’Italia abolendo le province. E’ un passaggio indispensabile e ineludibile, ma da solo non è sufficiente. 

Quali altri punti pensa che il Governo affronterà nel mettere a punto la spending review?

Mi auguro ce ne siano parecchi. Mi auguro ci siano le basi per una seria riorganizzazione dello Stato perché poi spending review vuol dire questo: riorganizzare lo Stato vuol dire rivedere il metodo di erogazione di certi servizi, ad esempio puntando di più sulla sussidiarietà e meno sulla produzione in proprio dei servizi stessi.

Pensa che l’attuale maggioranza di cui voi siete parte sosterrà quanto il Governo metterà a punto? 

Per quanto riguarda l’Udc sicuramente sì. Noi abbiamo sempre chiesto le riforme strutturali capendo anche cosa significano in termini di popolarità, anzi di impopolarità. Quindi continuiamo a sostenerle: mi auguro che anche gli altri partiti facciano altrettanto. 



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