DDL ANTICORRUZIONE/ Il governo ottiene la prima delle tre fiducie richieste

- La Redazione

La Camera dei deputati ha votato sì con larga maggioranza alla prima fiducia richeista dal governo sul decreto legge anticorruzione, si tratta dell’articolo 10

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Immagine di archivio

Il decreto legge anticorruzione come annunciato dopo lunghe polemiche e discussioni è approvato alla Camera. Per essere approvato, il governo ha chiesto ben tre voti di fiducia. Al momento è stato votato il primo di questi, quello relativo all’articolo 10, che è passato con una maggioranza di 461 voti favorevoli 75 contrari e sette astenuti. Una larga maggioranza dunque, delle forze che sostengono l’esecutivo, e che fa presagire che anche gli altri due voti di fiducia richiesti otterranno il medesimo risultato. La fiducia viene infatti chiesta anche sull’articolo 7 e sull’articolo 13. Questo perché fino all’ultimo le due principali forze di maggioranza, Pd e Pdl, si erano trovati in disaccordo sul decreto stesso. Tanto che il ministro della giustizia aveva minacciato che se il decreto non verrà approvato, il governo potrebbe dare le dimissioni. Nel dettaglio, il primo articolo è quello che consiste nell’impossibilità di fare contratti con enti pubblici per chi è condannato per reati contro la pubblica amministrazione, come la concussione o la corruzione. Il secondo prevede come richiesto dal Pd l’aumento delle pene relativamente al minimo e al massimo della condanna, in caso di corruzione. Era proprio questo uno dei punti che aveva infiammato di più il dibattito tra le forze politiche, tanto che il ministro Severino aveva dichiarato la necessità di porre la fiducia come “unico strumento per portare avanti il provvedimento che tutti giudicano importante. Un mezzo anche costruttivo”. Il guardaisgilli aveva inoltre spiegato che il provvedimento sulla corruzione aveva avuto una lunga fase di dialogo nelle commissioni riunite. “C’è stato un dibattito molto ampio, il rispetto per il Parlamento c’è stato tutto e finchè è stato possibile andare avanti con il dialogo, senza che ci fossero nette contrapposizioni politiche, ho cercato di farlo”.  Futuro e libertà si è astenuta dal voto mentre il Pdl ha dichiarato di votare sì per dovere di responsabilità nei confronti del governo. 

Alfano aveva detto che meglio sarebbe stato un dibattito aperto alla Camera piuttosto che ricorrere al voto di fiducia, mentre il Pd ha sottolineato come il ddl anti corruzione sia un passo avanti importante e che il voto di fiducia non sarebbe venuto a mancare. Hanno ovviamente votato no Italia dei valori e Lega.

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