SONDAGGI/ Piepoli: a Berlusconi non basta Gerry Scotti per fermare Grillo

- int. Nicola Piepoli

Dopo lo schiaffo delle amministrative il Pdl starebbe pensando a una lista movimentista collegata. Parallelamente a sinistra si lavora alla lista Repubblica. Le previsioni di NICOLA PIEPOLI

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Gerry Scotti (Infophoto)

Dopo lo “schiaffo” delle amministrative il Pdl starebbe pensando a una lista collegata che potrebbe prendere il nome di “Italia Pulita”. Un contenitore di figure di spicco della società civile e del mondo dello spettacolo che annovererebbe tra i candidati Guido Bertolaso e Gerry Scotti. Parallelamente, a sinistra, si continua a parlare della cosiddetta “lista civica” di Repubblica, nonostante le smentite dei diretti interessati, Eugenio Scalfari e Roberto Saviano.
«Se i partiti pensano di poter fingere di essere qualcosa di diverso, attraverso un’opera di “nascondimento”, si sbagliano di grosso – dice a IlSussidiario.net Nicola Piepoli, presidente dell’omonimo istituto di ricerca –. La gente non è stupida, si informa. D’altra parte, siamo nel XXI secolo. Al momento è impossibile “pesare” delle ipotesi che sono poco più che fantasia, anche se in questa fase il minimo battito d’ali di una farfalla sembra in grado di provocare un uragano…».

Le liste “movimentistedei principali partiti non riuscirebbero comunque a contenere Grillo?

Direi proprio di no. A mio avviso il mercato elettorale in questo momento è come una torta divisa in due. Una fetta se la giocheranno i partiti tradizionali, l’altra è a disposizione di Grillo e degli altri soggetti che decideranno di scendere in campo.
Se i partiti presenteranno candidati seri e una legge elettorale ragionevole potrebbero rendere più grande la loro porzione. Grillo comunque non ha molto da temere da loro.

E da chi potrebbe essere insidiato?

Da Montezemolo ad esempio. Grazie a Italia Futura, ha infatti alle sue spalle un’organizzazione ramificata sul territorio, con 3.000 persone “arruolate”. Credo che sia pronto a fare il grande passo. In quel caso potrebbe intercettare anche il 50% dei voti grillini.

Addirittura?

Certamente. Non solo, se entrasse in politica un’altra realtà ben organizzata, la famosa fetta del 50% andrebbe divisa in tre. Lo spazio aperto in questa fase è ampio e trasversale: non c’è momento migliore per proporre una novità politica credibile.

Secondo lei il Movimento 5 Stelle ha già toccato il suo culmine o può ancora crescere? 

La creatura di Beppe Grillo, a mio avviso, deve radicarsi più uniformemente, dato che è ancora “a macchia di leopardo”. Se lavora in questo senso ha tutte le carte in regola per ottenere sessanta deputati alle prossime elezioni, circa un decimo dei seggi disponibili. Diciamo che rischia davvero di essere l’“Uomo Qualunque del 2013”. 

Cosa intende dire?

Nel ’46 il movimento di Guglielmo Giannini ottenne 46 seggi e i valori in campo oggi sono più o meno gli stessi. Non solo, anche il voto grillino potrebbe avere quella stessa volatilità: così come sono comparsi possono scomparire alla velocità della luce, non appena l’offerta politica migliora. Non a caso, nel giro di tre anni Gianni si ritrovò senza nemmeno un parlamentare… 

(Carlo Melato)

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