LEGGE ELETTORALE/ Napolitano: non più rinviabile. La lettera a Schifani e Fini

In una lettera inviata ai presidenti di Camera e Semato, il Capo dello Stato sollecita la riforma della legge elettorale. Non è più rinviabile, fa sapere Giorgio Napolitano

09.07.2012 - La Redazione
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Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

Per il Capo dello Stato, che da tempo preme in questo senso, la riforma della legge elettorale non è più rinviabile. E prende carta e penna e scrive una lettera al presidente del Senato e a quello della Camera. Nella missiva, Napolitano sottolinea come il tempo delle proposte, una o di più,  è opportuno e non rinviabile. Un monito, dunque, di quelli a cui ci ha abituati il presidente della Repubblica e che ultimamente suscitano più obbedienza di un qualunque capo del Governo. Riuscirà questa volta a far sentire la sua voce? E’ da tempo, come detto, che Napolitano spinge perché si arrivi a una riforma della legge elettorale: a voce la chiedono tutte le forze politiche, ma poi non si arriva a un nulla di fatto. “Debbo ricordare  che su questa materia consultai nel gennaio scorso i rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in Parlamento, ricevendone indicazioni largamente convergenti anche se non del tutto coincidenti a favore di una nuova legge elettorale”. Per Napolitano, l’augurio è che “l’autorevole opinione dei presidenti delle Camere possa concorrere a sollecitare la ormai opportuna e non rinviabile” riforma elettorale. Coinvolgendo quelle che dopo di lui sono le due massime autorità dello Stato, Napolitano in un certo senso cerca di mettere i politici all’angolo. Proprio stamane era intervenuto Parisi, anche lui impegnato da tempo per una riforma dell’attuale legge elettorale: il calendario ci dice che il tempo  quasi scaduto, e questa è una tragedia della nostra democrazia, ha detto l’esponente del Pd. A sua volta è intervenuto il capogruppo del Pdl alla Camera Cicchitto ricordando che scartare a priori le preferenze significa che la sinistra voglia i collegi elettorali perché più convenienti. Per il leader dell’Udc invece si tratta di un problema legato al rapporto tra Unione di centro e Pd: Tra noi e il Pd c’è una convergenza: bisogna subito fare la legge elettorale, e c’è una divergenza: “Noi riteniamo che il modo più chiaro, trasparente e limpido per dare ai cittadini la possibilità di scegliere i parlamentari siano le preferenze”. L’Italia dei valori nelle parole del capogruppo a Palazzo Madama vede “il gioco delle tre carte” tra i partiti della maggioranza.  Felice Belisario dice che tale gioco ormai non funziona più in quanto gli italiani non si fanno più incantare da facili alchimie. 

Aggiunge che  “oltre ad essere datato non funziona più: gli italiani non si lasciano più stregare da facili alchimie. Per questo, il leit motiv di quanti continuano a ripetere che la nuova legge elettorale si deve fare urgentemente ha stancato”. Per Belisario in realtà nessuno vuole cambiare la legge elettorale a parte il suo partito. 



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