UNIONI CIVILI/ Bobba (Pd): la vera battaglia è contro le adozioni gay

- int. Luigi Bobba

LUIGI BOBBA annuncia: Mi batterò perché sia preservata l’unicità del matrimonio, evitando che le coppie gay abbiano il diritto all’adozione che deve essere riservato soltanto alle famiglie

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Foto: InfoPhoto

“Daremo sostanza normativa al principio riconosciuto dalla Corte costituzionale per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico”. Lo ha dichiarato Pier Luigi Bersani, segretario del Partito democratico. L’onorevole Luigi Bobba, esponente di spicco dei cattolici del Pd, intervistato da Ilsussidiario.net annuncia: “Mi batterò perché sia preservata l’unicità del matrimonio, impedendo che le unioni civili vadano a costituire un simil matrimonio. Il mio impegno è quello di evitare in tutti i modi che le coppie gay abbiano il diritto all’adozione, che deve spettare alle famiglie riconosciute dalla nostra Costituzione”.

Onorevole Bobba, che cosa ne pensa delle unioni gay riproposte da Bersani?

Intanto le unioni gay non si possono chiamare “matrimonio”, perché l’articolo 29 della Costituzione parla di “famiglia naturale fondata sul matrimonio”. Perché ci sia il matrimonio occorre quindi che ci siano due coniugi di sesso diverso. Un conto è regolare i diritti delle persone, ai sensi degli articoli 2 e 3 della Costituzione, un altro è determinare una legislazione specifica sulla famiglia.

Dov’è il discrimine?

Le adozioni per esempio, ai sensi di quanto è indicato nella carta costituzionale, evidentemente non potranno essere estese a delle unioni civili tra persone dello stesso sesso.

Qual è l’impegno dei cattolici del Pd per tutelare la famiglia in Parlamento?

Da un lato mantenere l’unicità e l’originalità propria della legislazione costituzionale ai sensi degli articoli 29, 30 e 31. In secondo luogo, esiste un complesso di misure di sostegno alla natalità e alla genitorialità, che mancano da troppo tempo e che nessun governo né di centrosinistra né di centrodestra ha operato, e che sarebbero fondamentali per realizzare quegli articoli della carta costituzionale.

Che cosa ha in mente nel concreto?

Una legislazione fiscale a favore della famiglia, un insieme di servizi a sostegno della cura dei bambini e una conciliazione tra lavoro e famiglia che consenta alle donne di non essere più costrette a scegliere tra l’uno e l’altra. Si tratta di elementi fondamentali, già realizzati in molti Paesi europei, e che purtroppo in Italia latitano.

Le unioni civili rischiano di fare sì che la famiglia non sia più la cellula base della nostra società?

No, la forma primaria della società è chiaramente indicata dall’articolo 29 della Costituzione. Ci sono poi altre formazione sociali, che si sono determinate nel contesto della realtà attuale, e che il legislatore va a tutelare nei suoi diritti senza però confonderle con il matrimonio.

 

Lei in quali punti non si identifica con le prese di posizione di Bersani sulle unioni gay?

 

Bisognerà vedere in concreto che cosa significa riconoscere questi diritti. Evidentemente non possiamo creare un simil matrimonio, e quindi ci dovranno essere delle differenze più che apprezzabili con il diritto di famiglia e con i principi costituzionali relativi a quest’ultimo.

 

Oltre alla possibilità di adottare, quali altre differenze dovranno esserci tra matrimonio e unioni civili?

 

Il legislatore tutela la famiglia in quanto dà stabilità a una relazione affettiva e introduce una proiezione di futuro attraverso i figli. Una coppia omosessuale non può avere una tutela che sia simile a quella delle famiglie, in quanto non può avere figli nella forma biologico-naturale, e a mio avviso non può e non deve averne attraverso la forma dell’adozione.

 

Ma allora che differenza c’è tra una coppia sposata senza figli e un’unione gay?

 

Sono due realtà diverse, in quanto la prima è un matrimonio ai sensi di quello che prevede la carta costituzionale, il secondo un patto di mutuo aiuto che non corrisponde a ciò che la legislazione e la carta costituzionale assegnano alla famiglia.

 

Per Casini “il matrimonio tra gay è un’idea profondamente incivile, una violenza della natura sulla natura”. E’ d’accordo con lui?

 

Casini ha fatto delle dichiarazioni e nel contempo ha aperto sulla possibilità di riconoscere alcuni diritti alle unioni omosessuali. Quindi ha evidenziato la distinzione tra questi piani, che deve essere mantenuta in modo del tutto chiaro e lineare. Ci sono molti modi di regolare questi diritti delle persone omosessuali che intendono vivere insieme.

 

(Pietro Vernizzi)

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