INTERCETTAZIONI/ Sansonetti: ha ragione Monti, mettiamo un limite alla magistratura

- int. Piero Sansonetti

Secondo PIERO SANSONETTI intercettare il Capo dello Stato è una cosa che non accade in nessun paese del mondo. Ma la riforma della giustizia dovrebbe partire da amnistia e codice penale

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Antonio Ingroia (Foto: InfoPhoto)

«Lo strapotere della magistratura è mostruoso». Reagisce così Piero Sansonetti, direttore de Gli Altri, alle ultime schermaglie mediatiche in tema di intercettazioni legate alla presunta trattativa stato-mafia. «L’abuso di intercettazioni da parte dei magistrati c’è». E oltretutto è «una cosa che non succede in nessun altro paese del mondo». Ma in tema di riforma della giustizia non ha dubbi: «la prima cosa da fare è l’amnistia». Poi vengono la riforma della legge sulle intercettazioni e quella del codice penale.

Nuovo capitolo all’interno della polemica sulla presunta trattativa stato-mafia: Mario Monti, ha parlato di abusi della magistratura a proposito delle intercettazioni rivolte al presidente Napolitano. È d’accordo?

Io penso che l’abuso ci sia. Intercettare il Capo dello Stato è un cosa che non succede in nessun altro paese del mondo. Fosse successo in Francia, dove il pm è alle dipendenze del governo, sarebbe stato rimosso immediatamente. Mi pare dunque che Monti abbia detto la pura verità. Il problema è che in Italia siamo sempre più abituati a un’inaudita ingerenza del potere giudiziario nel normale svolgimento della vita politica.

Il pm-giornalista Antonio Ingoia, che sulla presunta trattativa sta indagando, ancora una volta ha colto l’occasione al volo: «non condivido le ultime cose dette dal nostro presidente del Consiglio, ma ognuno ha il diritto di sostenere le proprie opinioni». Cosa ne pensa?

Sono convinto che i pubblici ministeri, quando fanno dichiarazioni su cose che riguardano direttamente le indagini che stanno svolgendo, compiono comunque una scorrettezza e un abuso.

Secondo Beppe Grillo le intercettazioni non sarebbero affari di Monti in quanto rappresenta un governo tecnico. E di chi sarebbero?

Grillo forse di democrazia non ne sa molto… Mario Monti è il presidente del Consiglio e che il premier possa avere il diritto di esprimere la sua opinione in merito mi sembra il minimo.

Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, invece dice che, con la legge sulle intercettazioni, questo governo, oltre a imbavagliare la stampa, toglierà alla magistratura la sua arma principale…

Beh, speriamo! Se questo governo riuscisse a limitare lo strapotere della magistratura farebbe una cosa buona.

Giorgio Merlo (Pd) ha detto che «il tema delle intercettazioni non può essere affrontato e risolto a livello legislativo».

E come lo risolviamo allora?

Cicchitto (Pdl) ha proposto un trittico di riforme: la riforma delle intercettazioni, rivedere alcuni aspetti della legge sulla corruzione e altri di quella sulla responsabilità civile dei magistrati. Le sembra una buona idea?

Benissimo, ma prima di fare tutto questo bisogna fare l’amnistia, che è la prima riforma della giustizia che va fatta. Poi possiamo mettere mano a tutto il resto.

Perché reagisce così?

Perché stiamo parlando di giustizia. E la riforma della giustizia dovrebbe prevedere al primo posto l’amnistia, al secondo le intercettazioni e al terzo la riforma del codice penale. Tutto il resto viene dopo.

Sarà d’accordo il ministro della giustizia Severino?

Non lo so. Ma ripeto: le priorità sono amnistia, intercettazioni e riforma del codice penale. E sulle intercettazioni ritengo che si stiano verificando degli abusi gravissimi.

La preoccupa la raccolta firme del giornale di Travaglio in difesa delle procure?

Certamente non può peggiorare le cose: lo strapotere della magistratura è mostruoso e il Fatto Quotidiano è l’organo della magistratura. È ovvio che sostenga quel partito lì. Quello che mi preoccupa non sono le firme del Fatto, ma lo strapotere della magistratura.

(Matteo Rigamonti)

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