DDL ANTICORRUZIONE/ Il Pdl: se il governo pone la fiducia, non la voteremo

- La Redazione

Il Pdl lancia un avvertimento al governo. Come è noto, da tempo, il ddl anticorruzione rappresenta per il centrodestra un tema incandescente da sottoporre, quantomeno, ad una trattativa

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Il Pdl lancia un pesante avvertimento al governo. Come è noto, da tempo, il ddl anticorruzione rappresenta per il centrodestra un tema incandescente da sottoporre, quantomeno, ad una sorta di patto. Del tipo: il Pdl lo vota, se il Pd concede la legge sulle intercettazioni. Ma, per il momento, sembra che, semplicemente, il governo intenda procedere senza guardare in faccia nessuno. Il che, non è stato digerito dal partito fondato da Berlusconi. Il presidente dei senatori del quale – Maurizio Gasparri – ha fatto sapere che l’unica possibilità di votarlo è quella di giungere ad un testo concordato. In caso contrario, fa sapere l’ex ministro delle Telecomunicazioni, se il governo decidesse di porre sul provvedimento la questione di fiducia,il Pdl non la voterà. «Da parte nostra – ha aggiunto – c’e’ la volontà di una legge contro la corruzione, ma vanno chiariti alcuni aspetti. Il ministro Patroni Griffi oggi ha parlato con l’entusiasmo del neofita», ha fatto sapere, dicendo di averlo sempre apprezzato per il suo atteggiamento di rispetto del Parlamento, ma di essersi lasciato prendere, nel caso particolare, da un po’ troppo entusiasmo. Gasparri, quindi, ribadendo la disponibilità di fondo a identificare un percorso legislativo, si è detto convinto del fatto che sia necessario non cadere nel rischio di combattere cose buone per eliminarne di cattive. Dura la reazione del Pd; secondo la capogruppo in Commissione Giustizia, Donatella Ferranti, ogni volta che si parla di provvedimenti del genere il Pdl interviene per mettere i bastoni tra le ruote. Il suo partito, invece, lo ritiene una delle priorità dell’agenda di governo, non meno importante degli impegni internazionali. Il governo, dal canto suo, ha cercato di buttare acqua sul fuoco smentendo, anzitutto, la volontà di agire a prescindere dagli orientamenti delle forze politiche e facendo sapere che, in realtà, sul ddl no nporrà la questione di fiducia. Detto questo, il ministro della Giustizia, Paola Severino, ci ha tenuto a ricordare che una legge in materia non è tanto un puntiglio dell’esecutivo tecnico, quanto una richiesta dell’Europa.

La Guardasigilli, infatti, ha ricordato che la misura rappresenta, secondo le istituzioni comunitarie, un fattore necessario per la ripresa del nostro Paese, da vararsi contestualmente alla riforma della giustizia civile, in modo da snellire la macchina giuridica e fare in modo che gli innumerevoli processi arretrati possano finalmente giungere a conclusione. 



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