DI PIETRO/ Fascisti del web? Il voto di protesta va capito, non ghettizzato

- La Redazione

Non sembra voler finire il botta e risposta tra Pier Luigi Bersani, Beppe Grillo e Antonio Di Pietro. Ad aprire le danze era stato il segretario PD che aveva parlato di “fascisti del web” 

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foto:Infophoto

Non sembra voler finire il botta e risposta tra Pier Luigi Bersani, Beppe Grillo e Antonio Di Pietro. Ad aprire le danze era stato il segretario del partito Democratico che, nel suo messaggio inaugurale alla Festa Democratica di Reggio Emilia, aveva lanciato un attacco aperto alle altre fazioni politiche: “Vedo correre sulla rete frasi come ‘Siete cadaveri ambulanti’, ‘siete zombi’ e ‘vi distruggeremo’. Sono linguaggi fascisti a noi non ci impressionano. Vengano via dalla rete vengano qui a dircelo”. Provocazione immediatamente raccolta dal leader del Movimento 5 Stelle che ha chiuso uno dei recenti post apparsi sul proprio blog scrivendo: “Si rassicuri, lei non è un fascista. E’ solo un fallito. Lo è lei insieme a tutti i politici incompetenti e talvolta ladri che hanno fatto carne da porco dell’Italia e che ora pretendono di darci anche lezioni di democrazia. Per rimanere a galla farete qualunque cosa. A Reggio Emilia si celebra Pio La Torre mentre si tratta con l’Udc di Cuffaro. Amen”. Non poteva dunque tacere anche Antonio Di Pietro che, davanti alle telecamere di Tgcom 24, afferma: “Fascista del web? Io credo che sia ingiusto e mortificante qualificare fascisti i milioni di cittadini che, con il voto di protesta dato al M5S o all’IDV o da coloro che non vanno più a votare, dimostrano la sfiducia verso la politica e le istituzioni“. Secondo il leader dell’Idv “il voto di protesta va capito e risolto non ghettizzato con la qualifica di fascista“, ma è “ingiusto anche qualificare come piduista Bersani che non ha mai avuto a che fare con la P2, anzi si è sempre battuto contro di essi“. Di Pietro punta però il dito contro il Partito Democratico sul tema della futura legge elettorale: “Bersani dice che noi dobbiamo confrontarci con loro. L’IDV si è confrontata con il PD e vuole farlo sui temi concreti. A Reggio Emilia non siamo stati invitati, a Vasto il 21-23 settembre li abbiamo invitati e non ci hanno risposto. Sui temi importanti vorremmo confrontarci con il Pd, ma bisogna entrare nel merito, non chiedendo il voto a prescindere. Un’alleanza IDV-PD? La legge elettorale che stanno predisponendo, alla quale noi dell’IDV ci opponiamo, non prevede l’indicazione della coalizione prima del voto“. 

Noi – ha poi concluso Di Pietro – avevamo fatto una nostra proposta di legge elettorale sottoscritta da milioni di cittadini in un referendum. Questa legge è stata messa in cantina e si sta facendo una legge che non prevede un’alleanza prima delle elezioni. Quindi se ci deve essere un riavvicinamento deve essere cambiata la legge elettorale perché, con questa legge, lo si può fare solo dopo. Avrei voluto una legge che prima delle elezioni mettesse tutti spalle al muro per dire quale programma e quale coalizione, invece loro vogliono mantenere le mani libere“.



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