ALLEANZE/ Casini: Con il Pd ma solo dopo le elezioni. Vendola: l’Udc? Lavoriamo a progetti diversi

- La Redazione

“Una convergenza per il bene del Paese, sull’onda dell’emergenza, è possibile. Ma dopo che ognuno alle elezioni si sarà presentato con i propri programmi e le proprie liste” dice Casini

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Sono le alleanze politiche a rendere incandescente questi giorni di inizio agosto. Una riforma elettorale potrebbe portare ad elezioni anticipate con un conseguente avvicinamento delle urne che preoccupa i leader dei vari partiti di sinistra. Dopo l’apertura di qualche giorno fa di Nichi Vendola a Pier Ferdinando Casini, poi ritirata per le proteste della base, i leader di Sel e Udc si lasciano andare a ruota libera in due colloqui con i principali quotidiani di casa nostra. “Una convergenza per il bene del Paese, sull’onda dell’emergenza, è possibile, come lo è stato in questa legislatura. Ma dopo che ognuno alle elezioni si sarà presentato con i propri programmi e le proprie liste”. Queste le parole di Pier Ferdinando Casini che in un’intervista al Corriere della Sera ribadisce di non aver alcun timore a presentarsi da solo alle prossime elezioni. Il leader dell’ Udc prende poi le distanze dal cosiddetto “Partito della speranza” che vede alleati Bersani e Vendola. “Non mi riguarda. Bersani sta organizzando il campo progressista e io non mi impantano nelle eterne questioni della sinistra italiana. Gioco un’altra partita” e poi la frecciata al leader di Sel: “Non penso certo di farmi fare da Vendola l’esame del sangue. Non mi pare che le sue ricette abbiano avuto grandi ricadute né in Italia, né in Puglia”. Improrogabile la stesura di nuova legge elettorale prima delle elezioni: “I grandi partiti percepiscono che se non fanno neanche questo, sarà il de profundis per la politica” e una stoccata al mondo politico che poco tempo fa Casini aveva paragonato al teatro siciliano dei pupi: “E’ impressionante lo stacco fra il momento che stiamo vivendo e la modestia del dibattito politico. Il mondo si occupa di aiuti a chi ha accumulato troppi debiti, di unione bancaria, di fondi salva Stati, di Bce. E noi ci gingilliamo con una riforma elettorale che un mese fa era fatta ed è stata rinviata per tatticismi vari”. Sulle unioni civili che dividono inesorabilmente i centristi da Pd e Sel, il leader Udc, come era prevedibile, non molla la presa “Trovo stucchevole la strumentalizzazione dei diritti civili da parte di Vendola. Così come da parte di certi ambienti cattolici che cercano di obbligarci all’alleanza col Pdl sfruttando i “temi eticamente sensibili”. Su questi si vota secondo coscienza, e l’Udc non accetta lezioni”. 

Non tarda ad arrivare la risposta del governatore della Puglia che dalle pagine di “Repubblica” ribadisce in un’intervista: “Casini, convertiti! Il liberismo è il diavolo” e dopo le aperture dei giorni scorsi, ora prende le distanze: “Io presento la mia agenda. Casini la sua. Stiamo lavorando a due prospettive completamente diverse”. Sul leader Udc aggiunge, “non vedo agende, vedo la riproposizione di Monti di qui all’eternità”. Intanto, Pier Luigi Bersani ieri dal palco della festa del Pd di Varese, ha assicurato che al momento la sua preoccupazione e’ organizzare nei prossimi due mesi il campo dal centrosinistra e ad una domanda precisa replica che in questo periodo non ha in programma di incontrare Pier Ferdinando Casini. Il leader democratico spiega che quella a cui si sta lavorando e’ l’area dei progressisti che deve rappresentare l’alternativa di Governo. “A questa Casini non si e’ mai iscritto”.



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