IL CASO/ 2. Crosetto (Pdl): Monti usa lo spread per andare al voto anticipato

- int. Guido Crosetto

Alla fine, per placare le polemiche sulle dichiarazioni rilasciate al Wall Street Journal, c’è voluta una telefonata di chiarimento tra Monti e Berlusconi. L’intervista a GUIDO CROSETTO

Monti_Berlusconi_ManoR439
Infophoto

Alla fine, per placare le polemiche, c’è voluta una telefonata di chiarimento tra Mario Monti e Silvio Berlusconi. Il premier si è detto infatti «dispiaciuto che una banale e astratta estrapolazione di tendenza di valori dello spread – recitava la nota di palazzo Chigi di ieri sera – sia stata colta come una considerazione di carattere politico». All’origine di tutto, l’uscita del presidente del Consiglio sul Wall Street Journal che aveva mandato su tutte le furie lo stato maggiore del Pdl («Se il precedente governo fosse ancora in carica, ora lo spread italiano sarebbe a 1.200»). Caso chiuso? Per l’On. Guido Crosetto, intervistato da IlSussidiario.net, non proprio.

Onorevole, lei è stato uno dei primi a partire a testa bassa contro il premier. Che lettura aveva dato di quelle parole?

Innanzitutto le dichiarazioni rilasciate alla stampa americana vanno contestualizzate. Risalgono a 15 giorni fa, quando Monti, e non solo lui, si era messo in testa di andare alle elezioni anticipate. Ecco perché cercava una provocazione.

Nessuna estrapolazione o lapsus, quindi, Monti voleva provocarvi?

Certo. Nessuna persona che abbia studiato economia o che abbia seguito un minimo i mercati finanziari potrebbe azzardare una cifra o avrebbe potuto farlo nei giorni che anticiparono le dimissioni di Silvio Berlusconi. Le previsioni non erano e non sono possibili. Per questo quella frase non ha alcun valore scientifico, ma solo politico.

Secondo lei il suo obiettivo è ancora il voto anticipato? E per quale motivo?

Diciamo così. Chi lo voleva ha capito che non è così semplice ottenerlo. Monti però sa che il futuro può ancora riservargli di tutto e non ha intenzione di bruciarsi. Vuole uscire “pulito” da tutta questa vicenda. 

Dai segnali che sta dando al centrodestra e al centrosinistra non sembra che voglia accreditarsi come indispensabile anche per la prossima legislatura?

Io sono convinto che abbia ambizioni internazionali, più che nazionali. Ci sono un sacco di posti interessanti a disposizione, a cominciare da quello del commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn.
Per lui e i suoi “amici” l’Italia è un panorama troppo ristretto…

A giudicare dalle reazioni se quella dei 1.200 punti era una provocazione deve essere andata a buon segno. Ma non avete sostenuto anche voi che per far cacciare Berlusconi anche i mercati hanno giocato un ruolo decisivo? 

Certo, guardi che l’ultimo valore dello spread, il giorno prima delle dimissioni del Cavaliere, era molto strano, perché ottenuto a scambi zero. Anche se non è facile ripetere lo stesso giochetto per molto tempo… 

Quindi l’obiettivo era quello?

Che servisse un segno di discontinuità lo sapeva anche Silvio Berlusconi, che infatti andò a dimettersi. Non tanto perché fosse il colpevole, ma perché in quel momento il gioco degli speculatori era impostato in quel modo. Se non ci fosse stato un cambiamento le cose sarebbero peggiorate. Da qui a dare un numero simile, come potrebbe fare un bambino di 5 anni, però ce ne passa. 

E se fosse invece un avvertimento, visto che l’ex premier ha dichiarato di voler tornare in campo?

Non credo proprio, anche se sul suo eventuale ritorno dovete chiedere a lui.

Un’ultima cosa sull’argomento. Ieri ha criticato i pidiellini che sono corsi a difendere Monti dai tedeschi, ma che non hanno speso una parola per Berlusconi. Con chi ce l’aveva?

Ho soltanto trovato surreale che molti autorevolissimi colleghi si fossero premurati di difendere lo spirito democratico di Monti dato che la frase rilasciata a Der Spiegel era tutt’altro che democratica. D’altra parte si poggiava e si poggia su una visione secondo la quale la politica, la volontà popolare e i parlamenti devono essere governati da qualcuno di più bravo. Una visione “illuminata”, nel senso negativo del termine ovviamente… 

Archiviato questo incidente, che linea terrà il Pdl sul piano economico? Insisterete con l’abbassamento delle tasse e con l’abolizione dell’Imu? 

Esatto, ma per poterlo fare bisogna prima cercare di abbattere il debito attraverso un utilizzo del patrimonio italiano. Secondo il Popolo della Libertà è principalmente immobiliare, a mio avviso riguarda invece anche qualche santuario che porta il nome di riserve non obbligatorie di Banca d’Italia e fondazioni bancarie. Mi farò anche qualche nemico potente, ma è bene che qualcuno inizi a dirlo…

Per il resto il pericolo di voto anticipato è scongiurato?

Vede, io non ce l’ho con Monti, ma con l’arroganza e l’inefficienza con cui svolge il suo incarico, potendo contare su una maggioranza che non ha precedenti e che non avrà casi simili nel futuro di questo Paese. Nonostante questo non fa le cose che dovrebbe fare e non ha una visione di insiemeCerto, non l’abbiamo avuta anche noi, ma visto che lo dicevo quando facevo parte del precedente governo, lo ripeto a maggior ragione oggi, dato che a questo esecutivo non do la mia fiducia. 

Vorrebbe che il Pdl gli levasse l’appoggio?

No, dico solo una cosa: gli ultimi 100 giorni facciamo qualcosa per il Paese e piantiamola con i titoli inutili. Mi sembra che chi sta governando abbia più a cuore gli uffici stampa che il destino dell’Italia.

(Carlo Melato)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori