DALLA GERMANIA/ Posselt (CSU): l’Italia ha bisogno di un nuovo leader

- int. Bernd Posselt

Secondo BERND POSSELT, per la credibilità dell’Italia il Cavaliere deve smettere di avere un ruolo di primo piano e lasciare spazio ai giovani. Il giudizio su di lui ormai spetta alla storia

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Silvio Berlusconi e Angela Merkel

“Per la maggior parte dei tedeschi, Berlusconi appartiene al passato. L’Europa ha bisogno di nuovi leader, un ritorno in campo del Cavaliere danneggerebbe la credibilità dell’Italia”. Ne è convinto Bernd Posselt, europarlamentare bavarese del PPE/CSU, a proposito di un ritorno in campo dell’ex presidente del Consiglio. Ieri il Cancelliere tedesco Angela Merkel, di fronte alle domande dei giornalisti, aveva replicato: “Io sono una politica democratica. E mi concentro sulla Germania e sui fatti concreti. Io rispetto i risultati elettorali di ogni Paese. Vorrei concentrarmi sulle domande che rientrano nel mio campo d’influenza”. Mentre sull’ipotesi che l’Italia potesse chiedere l’aiuto dell’Esm in chiave anti-spread, il Cancelliere si è limitata a dire: “L’Italia deciderà da sola e non commento la posizione della Confindustria italiana”. Per la Merkel inoltre la crisi “deve essere risolta in modo politico”, anche attraverso l’introduzione di “più coordinamento e più vincoli”. Per il capo del governo tedesco è una situazione “non facile ma che dobbiamo superare passo dopo passo”, anche se ovviamente “non può avvenire con colpo di bacchetta magica”.

Sull’ipotesi di un ritorno di Berlusconi, Merkel ovviamente ha detto di essere “una politica democratica”. Quali sono però gli umori che predominano nel suo partito?

Conosco Berlusconi, in quanto è stato un esponente del Partito Popolare Europeo cui io stesso appartengo, lo ho incontrato diverse volte nel Parlamento di Strasburgo e lo rispetto. Ciò di cui l’Italia ha bisogno è però uno sviluppo positivo in vista del futuro. Berlusconi ha avuto i suoi meriti, ma questi ultimi appartengono al passato. Oggi c’è bisogno di personalità nuove. E’ giusto rispettarne la figura di politico democratico, ma per l’Europa sarebbe meglio se l’Italia avesse una nuova leadership. Tra i politici di valore ci sono Mario Monti, Rocco Buttiglione, Pier Ferdinando Casini, ma anche molti giovani politici in grado di preparare un nuovo ruolo del vostro Paese. Berlusconi ha fatto il suo tempo, ma non è necessario tornare indietro.

Ritiene che il deficit di credibilità di cui l’Italia ha sofferto sia stata anche responsabilità di Berlusconi?

C’è stato un tempo in cui Berlusconi ha giocato un ruolo positivo per la credibilità dell’Italia, e un tempo in cui ha rappresentato un problema. Spetta agli italiani del resto decidere sui loro leader, non voglio farlo al posto loro, ma in quanto europeo e amico del vostro Paese è mio compito dire che per la credibilità dell’Italia è meglio se il Cavaliere, che certamente ha avuto i suoi meriti, smetta di avere un ruolo di primo piano. Berlusconi in quanto premier ha attuato una serie di provvedimenti positivi. Non ho nulla contro di lui, ha compiuto alcuni errori e ottenuto dei successi, sarà la storia a decidere dei suoi meriti e demeriti, ma ormai è appunto un personaggio della storia.

 

Berlusconi secondo lei è un sincero europeista?

 

Quando era presidente del Consiglio, ha sostenuto diversi passi nella direzione del consolidamento europeo, ma d’altra parte ha proposto di allargare l’Unione ad Armenia, Azerbaigian, Stati arabi, Turchia e Russia. Ciò indebolirebbe l’Ue, mentre ritengo che ci si debba concentrare sui Paesi realmente europei, perché un eccessivo allargamento creerebbe solo maggiori problemi nell’integrazione con le istituzioni comunitarie. Far entrare Russia e Turchia, che pure sono vicini molto importanti, distruggerebbe l’Ue. Su questo punto quindi mi trovo in assoluto disaccordo con Berlusconi.

 

Per la Merkel, la Bce non dovrebbe occuparsi della politica fiscale. A chi spetta allora il compito di una politica fiscale europea?

 

Stiamo costruendo le riforme procedendo passo passo. Tutti gli Stati membri si sono trovati d’accordo sull’Esm (European Stability Mechanism), sul fiscal compact e sulle forme di controllo da applicare alle banche. Ciò deve essere attuato però in modo graduale. Ma il compito di decidere la politica fiscale deve spettare alla Bce o alla politica? Non deve essere decisa dalla Bce, ma di comune accordo con l’Esm, il ministro tedesco delle Finanze e il Parlamento tedesco.

 

(Pietro Vernizzi)

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